Meloni e Abu Mazen ad Atreju: "L'Italia centrale in Medioriente". Il leader dell'Anp: "Occorre riconoscere la Palestina"
Abu Mazen si prende la standing ovation di Atreju e dal palco della manifestazione organizzata da Fratelli d'Italia ringrazia il governo per essere sempre stato "a favore del processo di pace" in Medioriente. "Grazie all'Italia, che ha sempre sostenuto i nostri sforzi e ci ha sempre supportato nell'addestramento della nostra polizia e con l'invio di aiuti umanitari e medici", ha affermato ribadendo l'auspicio che Roma "possa proseguire il percorso verso il riconoscimento" della Palestina. "Il nostro indirizzo strategico - ha detto ancora - è basato su una pace duratura e l'unica soluzione per la stabilità della regione è quella a 'due Stati', che possano vivere in pace secondo il diritto internazionale". Secondo Abu Mazen la nascita di uno Stato palestinese "non rappresenterà una preoccupazione securitaria per nessuno", ma anzi "sarà un partner responsabile per il mantenimento della sicurezza e la costruzione della pace". Dopo l'incontro a Palazzo Chigi, nel quale Meloni ha ribadito la determinazione dell'Italia a svolgere un ruolo di primo piano nella stabilizzazione e ricostruzione di Gaza, la presidente del Consiglio ha fatto da padrona di casa con l'illustre ospite anche ad Atreju. "La sua presenza qui dimostra quanto l'Italia sia stata centrale e protagonista pur nella difficile crisi mediorientale", ha dichiarato Meloni dal palco aggiungendo che la partecipazione del presidente dell'Anp "fa anche giustizia di tante falsità che abbiamo sentito sul governo italiano negli ultimi due anni". Domani Abu Mazen incontrerà separatamente i prinicipali leader dell'opposizione, Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli oltre ai rappresentanti di Anpi e Arci insieme ai Sanitari per Gaza e alla comunità palestinese.
Nel frattempo nella Striscia la popolazione continua a essere in grave difficoltà a causa della tempesta Byron. I morti a causa del freddo nelle ultime 24 ore sono stati almeno 14 fra cui donne e bambini. Numerose tende nei campi dei rifugiati dell'enclave palestinese sono crollate e i soccorritori continuano a cercare i dispersi e ad aiutare le persone in difficoltà nonostante le condizioni meteorologiche estreme. L'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha accusato Israele di ritardare con le sue "restrizioni" l'ingresso nella Striscia di kit di utensili di base, sacchi di sabbia e pompe per l'acqua, così come materiali da costruzione necessari per "riparare e rinforzare i rifugi contro le continue piogge e per mitigare le inondazioni nei siti". Una situazione di ulteriore emergenza mentre si tenta ancora di far partire la 'fase due' dell'accordo di pace. L'amministrazione americana, che avrebbe invitato l'Italia e la Germania a far parte del Consiglio di pace per Gaza che sarà presieduto dal presidente Donald Trump, ha lanciato un messaggio chiaro ai diplomatici europei chiarendo che se in futuro i loro paesi non invieranno soldati alle Forze di sicurezza internazionali o non sosterranno i paesi che lo fanno, l'esercito israeliano non si ritirerà da Gaza. "Se non siete pronti ad andare a Gaza non lamentatevi che l'Idf rimanga", il monito di Washington.
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