
Neonati sepolti, l'ex datore di lavoro di Chiara: "Non era più disponibile"

Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero non potevano non aprire l'ultima puntata di Quarto Grado con il caso di Chiara Petrolini, la 21enne ora ai domiciliari e accusata di aver ucciso entrambi i neonati ritrovati nel giardino della villetta a Traversetolo, in provincia di Parma, partoriti a distanza di un anno l'uno dall'altro. Intercettato da un inviato del programma, un ex datore di lavoro della ragazza ha concesso dichiarazioni che aggiungono dettagli a un profilo ancora poco chiaro. "Chiara l'ho conosciuta perché mi serviva una babysitter. Mi hanno dato il suo numero di telefono e l'ho chiamata. Quando l'abbiamo vista, mia figlia mi ha detto 'Papà la conosco perché era la mia animatrice al centro estivo'. Ha cominciato a lavorare da me ad aprile e fino a maggio. Poi io sono andato in trasferta e quando sono tornato mi ha detto che non era più disponibile", ha raccontato l'uomo.

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Chiara, a quel punto, era incinta. "Non mi sono accorto di nulla. Non riesco a capire come sia stato possibile. Da quello che so, a luglio ha fatto l'animatrice in una piscina. Non si notava, io non ho visto nessun cambiamento", ha confessato il papà dei due bambini. Si poteva intuire la mancanza di equilibrio o c'era qualche stranezza nei comportamenti della 21enne? Stando alle parole dell'intervistato, no. "Era bravissima. I miei figli l'adorano. Lei stava con i bambini, li seguiva e loro si trovavano benissimo. Era sempre con il sorriso, molto dolce. Quando la correvano in giro, correvano a salutarla", ha raccontato. Adesso bisogna fare i conti con la verità, che è pesante e difficile da dimenticare. "Mi ha sconvolto, non ci credevo. Quando me l'hanno detto, tremavo", ha ammesso.
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