Ragno violino, ragazzo morso e non sopravvissuto. "Attenzione a mani e piedi"
Un ragazzo salentino di 23 anni è morto in seguito alle complicazioni dovute al morso di un ragno violino. La notizia di cronaca, che da qualche ora rimbalza da un sito all'altro, sta scatenando un'ondata di panico e preoccupazione. Il ragazzo, originario di Collepasso, prima ricoverato in un ospedale della provincia di Lecce, è stato trasferito ieri nel reparto di rianimazione del Policlinico di Bari, dove è morto questa mattina all’alba per shock settico e insufficienza multiorgano. Sul corpo verrà eseguita l’autopsia. "Ci sono notizie che tolgono il respiro ed è difficile trovare le parole giuste per esprimere vicinanza e cordoglio ad una famiglia che improvvisamente e troppo presto perde un figlio - ha scritto sui social la sindaca di Collepasso - Tutta la nostra comunità si stringe commossa al dolore che ha colpito Antonio e Rosaria per la perdita del caro Giuseppe. Un angelo di soli 23 anni che da oggi veglierà su di voi. Le più sentite condoglianze da parte mia e da parte di tutta la nostra comunità ai familiari e ai parenti".
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Fatto, questo, che subito ha attirato le analisi degli esperti. "Il morso del ragno violino è un evento abbastanza frequente, parliamo di diverse decine di casi all’anno, invece è raro e straordinario il decesso come conseguenza". Ha confessato all’Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali e professore ordinario all’università Tor Vergata di Roma. Il morso del ragno violino "provoca una infiammazione della cute e del tessuto sottocutaneo - ha spiegato - dando dei quadri di cellulite. Quindi occorre fare molta attenzione a dove mettiamo mani e piedi, anche di notte, in particolare nelle aree verdi e all’aria aperta sempre meglio indossare abiti lunghi e guanti se vogliamo toccare sassi o altro ed evitare di essere morsi anche dalle vipere".
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Se morsi da questo aracnide "quando compare l’alone rosso che si espande fino a 5-7 centimetri - ha sottolineato l’infettivologo - provocando dolore e una cute fortemente arrossata, è bene contattare il proprio medico per avere consigli sul da farsi e ottenere un quadro preciso, soprattutto se tra i sintomi c’è la febbre". Si può "andare anche al Pronto soccorso ma per non intasare gli ospedali basta consultare il medico di famiglia", ha concluso l'esperto.
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