Fentanyl, in Italia "molte persone" in cura per la dipendenza. Ed è già nel mercato illegale
A Perugia sono state isolate le prime dosi di eroina tagliate con il Fentanyl, il potente oppioide sintetico che in pochi anni è diventato una tremenda emergenza sanitaria negli Stati Uniti a causa dell'uso come stupefacente del farmaco venduto illegalmente. Una scoperta che ha fatto scattare l'allerta per le forze dell'ordine, le procure e le autorità sanitarie. In Italia tuttavia ci sono già molte persone in cura per la dipendenza dall'oppioide usato prevalentemente per attenuare il dolore acuto spesso in ambito oncologico e post operatorio. Guido Mannaioni, professore di Farmacologia e tossicologia all’Università di Firenze e direttore di Tossicologia medica e centro antiveleni a Careggi, in una intervista al Quotidiano nazionale conferma che gli oppioidi sono entrati nel mercato illegale: "Purtroppo lo sappiamo. Tanto che forze dell’ordine, dipartimento delle Politiche antidroga insieme al Sistema nazionale di allerta precoce dell’Istituto superiore di sanità e ai Centri antiveleni, fanno parte di un sistema che informa su eventuali ondate di avvelenamento". Nel nostro Paese "c’è un rischio crescente. Ma il fenomeno italiano ancora non può essere paragonato a quello degli Stati Uniti, dove i morti sono stati decine di migliaia. Monitoriamo e studiamo il fenomeno per non farci trovare impreparati", afferma il professore su quella che è stata ribattezzata la "droga degli zombie".
La droga degli zombie è in Italia, il caso che fa scattare l'allarme: "Uccide più dell'eroina"
Tuttavia proprio a Careggi ci sono in cura "parecchie persone" dipendenti da Fentanyl: "Sì, è così", conferma Mannaioni che spiega come l'uso del farmaco è iniziato "a scopo medico. Ma sappiamo che il fentanyl può indurre tolleranza e astinenza. Questi pazienti non riuscivano a staccarsene, sviluppando un uso aberrante che ha causato dipendenza". E precisa: "Non si può colpevolizzare gli oppioidi ma chi li immette nel mercato illegale. E piuttosto bisogna guardare anche alle cause dell’epidemia", come l'avere "utilizzato oppioidi per controllare un dolore che non avrebbe richiesto il loro uso".
Qn parla anche di un maxi-furto dell'oppioide proprio dall'ospedale fiorentino, che però è stato smentito: "Dalle verifiche quotidiane non risultano sottrazioni di farmaci anestetici fentanili nella farmacia ospedaliera" dell’azienda ospedaliero universitaria Careggi (Aouc) di Firenze, si legge in una nota dell’ospedale.
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