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Ferragni e Fedez, l'avvocato sgancia la bomba-foto: "Si rischia il carcere"

La crisi matrimoniale tra Chiara Ferragni e Fedez sembra arrivata a un punto di non ritorno. Insomma, la guerra legale sembra essere iniziata con diffide reciproche e carte bollate. "Le previsioni di una separazione tranquilla e consensuale stanno crollando", spiega Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell'Associazione avvocati matrimonialisti Italiani intervenuto domenica 24 marzo a Zona bianca, su Rete4. 

 

Come detto, "quando ci sono le diffide probabilmente si sta creando un conflitto", spiega il legale entrando nel merito delle foto dei figli dei Ferragnez, che ora vengono pubblicate con i piccoli girati di spalle o comunque non riconoscibili. Gassani ci tiene a sottolineare un punto che vale per l'influencer e il rapper, ma anche per tantissime famiglie italiane, anche se non si trovano nel mezzo di una separazione.  "La legge parla chiaro", per pubblicare le foto dei figli minori "ci vuole il consenso di entrambi ma il consiglio di un avvocato matrimonialista è che non bisogna mai pubblicare le foto in rete con o senza consenso, come succede in Francia da qualche mese", afferma Gassani. Insomma, quello del consenso di entrambi i coniugi è un "falso problema", la vera questione è il diritto dei figli a non essere esposti sui social. 

 

"I figli un domani potrebbero chiedere il risarcimento dei danni" a entrambi i genitori, spiega il legale, e "in secondo luogo il giudice potrebbe ordinare la cancellazione delle foto pregresse". Gassani manda poi un messaggio ai telespettatori: "Non bisogna pubblicare le foto dei figli al di sotto dei 14 anni, mai". Il conduttore Giuseppe Brindisi fa "autocritica" a nome di tutti coloro che postano immagini dei figli e chiede se bisognerebbe "cancellare anche le foto passate". L'avvocato risponde con l’esempio del Ferragnez: "Dovrebbero farlo se il giudice dovesse ordinarlo. Abbiamo l'articolo 10 del codice civile e abbiamo la legge 196/2003 aggiornata al 2023 che parlano chiaro, ci sono addirittura tre anni di reclusione", afferma Gassani. Insomma, meglio non esporre i figli sui social.