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Eredità Agnelli, colpo di scena: i domestici confermano la residenza di Marella

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Novità sul contenzioso legato all'eredità di Gianni Agnelli. A far segnare un punto in favore dell'accusa è il personale di servizio (un piccolo esercito tra domestici, cuochi, autisti, governante, guardarobiera, maggiordomi) da cui sono arrivate le prime conferme che Marella Caracciolo, la vedova dell'Avvocato, Agnelli, "vivesse in Italia e non in Svizzera. E che per di più il nipote John Elkann, numero 1 di Exor e presidente di Stellantis, abbia concorso nel realizzare la presunta frode assumendo formalmente il personale «al fine di non compromettere che la defunta fosse effettivamente residente in Svizzera»", riporta il Giornale. 

 

Secondo i magistrati di Torino, viene ricostruito, la circostanza è stata "largamente confermata dalle dichiarazioni dei testimoni" - si legge nel dispositivo citato dal quotidiano - che sono stati sentiti nelle scorse settimane. Testimonianze che si vanno ad aggiungere a quelle della segretaria personale di John Elkann e l'ex assistente di Marella.

 

Altri elementi potrebbero arrivare dall'esame dei passaporti della donna morta nel 2019, che i magistrati ritengono fondamentali per capire quanto tempo la vedova di Gianni Agnelli ha passato in Italia nel periodo considerato. Elemento, va da sé, per stabilire residenza e regime fiscale. "È la chiave di volta dell’inchiesta dei magistrati di Torino che contestano a vario titolo agli indagati le ipotesi di frode fiscale e truffa ai danni dello Stato", ricorda il Giornale, perché i pm "contestano il mancato pagamento delle imposte su quella che considerano una fetta di eredità della nonna, pari a 734.190.717 euro: si tratta di beni indicati nelle dichiarazioni fiscali dei tre nipoti (John, Lapo e Ginevra, a cui è contestata la truffa allo Stato) con riferimento al 2019". Beni che per i magistrati sono riconducibili alla successione di Marella. 

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