dramma social

Recensione fake, la figlia della ristoratrice attacca Selvaggia Lucarelli: "Massacrata"

Non si sono nomi e cognomi ma è facile leggere in quel "signora" un riferimento a Selvaggia Lucarelli, la giornalista che rilanciando i post del compagno, il cuoco e conduttore tv Lorenzo Biagiarelli, ha fatto esplodere il caso. Fiorina D'Avino, figlia di Giovanna Pedretti, la ristoratrice di Lodi trovata senza vita nel Lambro per quello che sembra l'esito di un gesto volontario, ha postato una storia sul suo profilo Instagram privato, ossia visibile solo ai suoi contatti: "L'accanirsi è pericoloso. Grazie cara 'signora' per aver massacrato in via mediatica la mia mamma. Cerchi pure la sua prossima vittima". Parole dure che sembrano chiamare in causa Lucarelli. Pedretti era finita al centro dell'attenzione mediatica per una presunta recensione rilasciata su Google sulla sua pizzeria da un cliente che si sentiva infastidito dalla presenza nel locale di omosessuali e persone in carrozzina. La risposta della titolare che stigmatizzava certe posizioni inaccettabili era stata enfatizzata da alcuni media come "lezione dii vita". In seguito sono emersi i sospetti sullo screenshot della recensione, che presenta delle incongruenze nei caratteri utilizzati. La tesi di Biagiarelli e Lucarelli è che sia effetto di un fotomontaggio e frutto di una "operazione di marketing" per promuovere il locale. Nuova bufera mediatica, stavolta per i sospetti sulla ristoratrice che oggi è stata trovata senza vita.

 

La vicenda può diventare un caso politico. Matteo Salvini era stato tra i primi ieri a condividere la notizia della morte della donna: "Davvero una (presunta) recensione falsa meritava una polemica nazionale così avvelenata, su social e tg?". Il Tg3, in particolare, dopo aver realizzato un servizio sulla recensione che zittiva omofobi e "abilisti", aveva inviato un cronista a Lodi per chiedere conto alla titolare del locale dei sospetti sollevati sullo screenshot. Per questo la Lega ha annunciato che presenterà un’interrogazione in commissione Vigilanza Rai: "Una redazione è libera di esercitare il diritto di cronaca, urge però una riflessione sul principio di proporzionalità. Non ci pare che l’interesse sociale fosse tale da giustificare l’accanimento mediatico verso i protagonisti", scrive  in una nota Giorgio Maria Bergesio, capogruppo leghista in Vigilanza, che auspica "una presa di posizione da parte della Rai, anche alla luce di contratti e compensi sui quali intendiamo fare presto chiarezza".

 

Sulla stessa linea Fratelli d’Italia: "Il modo in cui è stato affrontato il caso della presunta recensione discriminatoria ricevuta dalla ristoratrice di Sant’Angelo Lodigiano da parte del Tg3, ha risvolti inquietanti alla luce del probabile suicidio della signora", dichiara il deputato di FdI, Francesco Filini, capogruppo nella Commissione Vigilanza Rai, che tuona: "Il Servizio pubblico non dovrebbe fare gogne mediatiche".