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Papa Francesco zittisce la sinistra: "Utero in affitto e gender due follie"

Pietro De Leo
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Una prolusione a tutto tondo, quella pronunciata ieri da Papa Francesco dinnanzi ai componenti del corpo diplomatico accreditati presso la Santa Sede. Incentrata molto sul posto della persona in questo mondo solcato da conflitti, nella necessità di recuperarne la sua centralità e la sua dignità. E svolgendo anche un passaggio che probabilmente non avrà lusingato quanti, nel comparto della cultura progressista, mirano ad una appropriazione integrale del pensiero alla base del pontificato di Francesco. Il Pontefice ha affermato una chiara lettura del concetto di diritti umani. La via della pace ne «esige il rispetto», ha affermato Francesco, «secondo quella semplice ma chiara formulazione contenuta nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui abbiamo da poco celebrato il 75esimo anniversario. Si tratta di principi razionalmente evidenti e comunemente accettati». Poi, l’affondo: «Purtroppo, i tentativi compiuti negli ultimi decenni di introdurre nuovi diritti, non pienamente consistenti rispetto a quelli originalmente definiti e non sempre accettabili, hanno dato adito a colonizzazioni ideologiche, tra le quali ha un ruolo centrale la teoria del gender, che è pericolosissima perché cancella le differenze nella pretesa di rendere tutti uguali».

Dunque, ha aggiunto, «tali colonizzazioni ideologiche provocano ferite e divisioni tra gli Stati, anziché favorire l’edificazione della Pace». Il Pontefice, inoltre, ha affrontato un altro aspetto riguardante la tutela piena (e in senso proprio) dei diritti. «La via della pace esige il rispetto della vita - ha argomentato Bergoglio - di ogni vita umana, a partire da quella del nascituro, nel grembo della madre, che non può essere soppressa, né diventare oggetto di mercimonio». Perciò «ritengo deprecabile la pratica della cosiddetta maternità surrogata, che lede gravemente la dignità della donna e del figlio. Essa è fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessità materiale della madre». Il Papa spiega dunque che «un bambino è sempre un dono e mai l’oggetto di un contratto. Auspico, pertanto, un impegno della Comunità internazionale per proibire a livello universale tale pratica. In ogni momento della sua esistenza, la vita umana deve essere preservata e tutelata, mentre constato con rammarico, specialmente in Occidente, il persistente diffondersi di una cultura della morte che, in nome di una finta pietà, scarta bambini, anziani e malati».
Parole del tutto chiare, quindi, che chiudono la porta a qualsiasi mercificazione sia del concepimento di un bambino sia del ruolo della madre. E nessuna apertura nemmeno alla gestazione per altri per atto di generosità, il cui tentativo di legittimazione è un altro mantra di certa sinistra. Il riconoscimento del reato universale per la pratica dell’utero in affitto collima con gli intendimenti fin qui dimostrati dalla maggioranza e dal governo italiani. Sia con una proposta di legge in proposito, sia attraverso la contrarietà per il riconoscimento europeo per la genitorialità trasfrontaliera (che potrebbe sdoganare in via indiretta pratica). Proprio il centrodestra ieri ha accolto positivamente le parole del Pontefice. «Ho letto la ferma condanna di Papa Francesco alla pratica della maternità surrogata. Il Santo Padre ha anche richiesto con forza che questa pratica venisse considerata un reato universale. È esattamente ciò che abbiamo previsto con una legge di cui mi onoro di essere la prima firmataria», scrive Carolina Varchi, deputata di Fratelli d’Italia. Da Forza Italia, Maurizio Gasparri osserva: «Ancora una volta il Santo Padre interviene in maniera chiara e severa contro l'orripilante pratica dell'utero in affitto. Papa Bergoglio chiede che venga sanzionata a livello universale questa barbarie». E aggiunge: «Esattamente quello che intende fare il Parlamento italiano. É tempo che il Senato, dopo il pronunciamento della Camera, si occupi di questa normativa e la approvi». Plauso anche da Massimo Gandolfini, numero uno del Family Day: «Siamo davvero contenti e soddisfatti per questa ulteriore presa di posizione del Santo Padre sull'ideologia gender - ha spiegato all’Adnkronos - il Papa non è nuovo a questo pensiero e il fatto che lo abbia ribadito in questo momento crediamo che sia di grande valore e di grande importanza». E ha aggiunto: «Francesco ha infine ricordato che non esiste pace senza il rispetto della vita umana a partire da quella del nascituro. Ancora una volta il pensiero sociale e morale della Chiesa ci permette di riconoscere la dignità umana in ogni sua declinazione e in ogni fase della vita, e ci ricorda che nessun bambino e nessuna donna possono essere oggetto di mercimonio».

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