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Vaticano, il Papa blocca la prescrizione: l'ex gesuita Rupnik a processo per abusi

Padre Marko Rupnik sarà processato in Vaticano per gli abusi sessuali di cui lo accusano numerose donne, tra cui molte suore. Lo ha deciso Papa Francesco che «ha chiesto al Dicastero per la Dottrina della Fede di esaminare il caso e ha deciso di derogare alla prescrizione per consentire lo svolgimento di un processo». La Santa Sede chiarisce che «il Papa è fermamente convinto che se c’è una cosa che la Chiesa deve imparare dal Sinodo è ascoltare con attenzione e compassione coloro che soffrono, soprattutto coloro che si sentono emarginati dalla Chiesa», rispondendo così alla Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori che aveva segnalato al Pontefice «gravi problemi» nella gestione del caso di padre Marko Rupnik e «la mancanza di vicinanza alle vittime».

 

Rupnik è noto in tutto il mondo per i suoi mosaici, come quelli della cappella Redemptoris Mater in Vaticano - lavoro affidatogli da Giovanni Paolo II - quelli delle basiliche di Fatima, di San Giovanni Rotondo e sulla facciata del Santuario di Lourdes. I vari episodi di abusi sessuali compiuti negli anni sono emersi nel dicembre 2022. All’epoca la Compagnia di Gesù confermò che il procedimento era stato condotto dal Dicastero per la Dottrina della Fede e si era concluso con la prescrizione dei delitti contestati.

 

Il Dicastero per la Dottrina della Fede riconobbe che da parte del religioso c’era stata l’assoluzione del complice, e quindi Rupnik era incorso nella scomunica, poi revocata per via del suo «pentimento». Nel frattempo, però, erano emersi nuovi casi. La Compagnia di Gesù raccomandò alla Dottrina della fede di svolgere un processo, ma il dicastero decise comunque di non procedere. La Compagnia di Gesù, però, decise di «dimettere» Rupnik e invitò le vittime a farsi avanti. «Vi assicuro che sarete ascoltati con comprensione e con empatia», recitava una nota pubblicata sul loro sito, cui seguirono nuove testimonianze. Con la prescrizione il religioso non avrebbe mai dovuto affrontare il processo perché gli abusi risalgono ormai a molti anni fa. Il Papa, anche lui gesuita, ha invece deciso di «derogare alla prescrizione». Rupnik - che nel frattempo è stato accolto dalla diocesi di Capodistria - dovrà quindi rispondere delle sue azioni.