testamento aperto

Testamento Berlusconi, a chi va il controllo di Fininvest. Lascito a Fascina

Benedetto Antonelli

 Il testamento di Silvio Berlusconi è stato aperto nello studio del notaio Roveda alla presenza di due testimoni, l’avvocato Luca Fossati, in rappresentanza dei figli Marina e Pier Silvio, e dell’avvocato Carlo Rimini, in rappresentanza dei figli di secondo letto, Barbara, Eleonora e Luigi. Alla lettura del testamento avrebbero partecipato in collegamento anche gli eredi. Al di là delle ultime volontà riguardanti l’ingente patrimonio immobiliare, le indicazioni attese sul fronte dell’eredita politica del fondatore di Forza Italia, il lascito all’ultima compagna, la deputata Marta Fascina, l’attenzione è rivolta soprattutto a come verranno ridefiniti i riassetti dell’impero economico da lui creato. 

 

 

La maggioranza di Fininvest va a Pier Silvio e Marina, i primi due figli di Silvio Berlusconi: ricevono l'intera quota disponibile e raggiungono insieme il 53% del gruppo con quote paritarie. "Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, ricevuta lettura delle volontà testamentarie del padre Silvio Berlusconi, informano che da esse risulta che nessun soggetto deterrà il controllo solitario indiretto su Fininvest SpA, precedentemente esercitato dal padre stesso", comunica una nota, aggiungendo che il notaio che ha dato lettura delle volontà testamentarie provvederà nelle prossime ore agli adempimenti di legge. Tra le ultime volontà dell'ex premier c'è un legato di 100 milioni al fratello Paolo. A Marta Fascina va un lascito di 100 milioni di euro e a Marcello Dell'Utri uno di 30. "Per il bene che gli ho voluto e per quello che loro hanno voluto a me", è una frase rivolta ai figli contenuta nel testo del testamento: "Grazie, tanto amore a tutti voi, il vostro papà".

Silvio Berlusconi deteneva, tramite le Holding Italiana Prima, Seconda, Terza, e Ottava, poco più del 61% di Fininvest (di cui Marina Berlusconi è presidente), che a sua volta possiede oltre il 53% di Mondadori, il 50% circa di Mfe-MediaForEurope (ossia Mediaset, di cui Pier Silvio è ad) e il 30% di Banca Mediolanum. Il restante 40% circa è suddiviso tra i 5 figli: la primogenita Marina ha il 7,65% di Fininvest attraverso Holding Italiana Quarta, il 7,65% è di Pier Silvio con la Holding Italiana Quinta, mentre un altro 21% è dentro H14, la holding partecipata pariteticamente dai 3 figli avuto con Veronica Lario. Del 60% circa detenuto dal fondatore di Fininvest, il 40% va ripartito in parti uguali ai figli in base al diritto ereditario, quindi l’8% ciascuno.

 

Nella piena disponibilità di Silvio Berlusconi, dunque, restava solo il 20% della società, quota decisiva per spostare gli equilibri o apportare dei contrappesi per bilanciare i poteri tra i due rami della famiglia, quello composto da un lato da Marina e Pier Silvio (entrambi con ruoli strategici e di comando in Mfe, Mondadori e nella stessa Fininvest), e dall’altro il ramo costituito da Barbara, Eleonora e Luigi.