naufragio dei misteri

Barca affondata, "intensi giorni di missioni". Che ci facevano gli 007 israeliani sul Lago Maggiore

Un giallo che ha i contorni della spy story quella del naufragio avvenuto domenica nelle acque del Lago Maggiore che ha provocato la morte di quattro persone. La barca che ospitava una ventina di agenti dei servizi segreti italiani e del Mossad israeliano è affondata a causa di un brusco peggioramento delle condizioni meteo, come affermato davanti ai pm dallo skipper 60enne Claudio Carminati, indagato per omicidio e naufragio colposo. "Trenta secondi, è scesa l’apocalisse e siamo precipitati in acqua", ha detto l'uomo che come riporta il Corriere della sera sostiene di essere estraneo a ogni responsabilità. Tra le vittime c'è anche la moglie di Carminati. 

 

La procura di Busto Arsizio indaga sulla capienza della house boat affondata che sarebbe stata sforata. E ci si interroga sulla natura della riunione di 007. "Sulla barca c’erano soltanto donne e uomini dell’intelligence italiana e israeliana: in apparenza una normale divagazione, un’umana tregua dopo intensi giorni di missioni, forse di infiltrazioni, approfittando della figura di Carminati, nel circuito delle conoscenze dei Servizi e buon contatto", si legge nella ricostruzione. Subito dopo la tragedia si era parlato di una festa, di una gita organizzata all'ultimo minuto dopo che gli israeliani avevano perso un volo. "Appare difficile immaginare un’attività d’intelligence su una lenta, vecchia, fragile barca da turismo, ammassati in un contesto pubblico con curiosi intorno e in spiaggia muniti di cellulare, è scontato un dato. Ovvero che la disgrazia avrà ripercussioni sul lavoro dei Servizi nella zona tra Varese e la Svizzera, sui contatti acquisiti, sulla logistica (appartamenti e ville governative) anche del Mossad", si legge nell'articolo.

 

E così è "inevitabile, da subito, la ricerca da parte dei vertici delle responsabilità di chi ha avallato la gita e non si è opposto. La successiva azione militare di sparizione nella notte per ridurre le fughe di notizie e non «bruciare» i covi, era ormai tardiva a fronte della strage (e dei misteri irrisolti)".  Infatti a poche ore dal naufragio i sopravvissuti hanno fatto perdere le loro tracce da hotel e pronto soccorso.