migranti e polemiche

Ong, Piantedosi spiazza la sinistra: "Geo Barents a La Spezia, ecco perché"

È La Spezia il porto assegnato alla nave Geo Barents di Medici senza frontiere che ha soccorso e salvato nel Mediterraneo 69 persone (numero salito a 130 dopo un .ulteriore intervento in mare). Una scelta, quella del Viminale, che fa crollare di colpo le accuse della sinistra secondo cui i migranti vengono fatti sbarcare solo in città amministrate dal centrosinistra. "Alla Geo Barents abbiamo indicato il porto di La Spezia", ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a margine dell’inaugurazione dell’Anno accademico dell’istituto superiore antincendi dei Vigili del Fuoco, precisando tuttavia che non si tratta di una risposta alle polemiche sulla scelta finora di città di sbarco amministrate dalla sinistra: "Non è una risposta, va lì solo per una questione di rotazione dei porti", ha chiarito. 

 

Msf ha accusato che il porto ligure dista cento ore di navigazione dalla posizione in cui si trovava la nave. "Noi ci lamentiamo del fatto che c’è questa coincidenza astrale - prosegue il titolare del Viminale - La presenza delle navi delle Ong insieme con le condizioni climatiche fanno ripartire i gommoni dalla Libia, anche le imbarcazioni più fragili. Noi ci lamentiamo di questo, loro si lamentano della lunga percorrenza". Per Piantedosi, "il naufragio e il salvataggio sono qualcosa di occasionale non di ricerca sistematica che induce alle partenze. La presenza delle navi delle Ong fa ripartire i gommoni, non le barche strutturate. Questo è il dato fattuale che registriamo".

 

Intanto è salito a 130 il numero di persone che negli ultimi due giorni è stata salvata in acque internazionali nei pressi della Libia e fatta salire a bordo della Geo Barents, la nave per le operazioni di ricerca e soccorso della ong Medici senza frontiere (Msf). L’organizzazione spiega in una nota: "Mentre andavamo verso nord abbiamo ricevuto un’allerta da Alarm Phone. Geo Barents si è diretta verso il punto segnalato, ma durante la navigazione abbiamo incontrato un’altra imbarcazione in difficoltà in acque internazionali (zona Sar Libia). Abbiamo così effettuato il salvataggio: 61 persone, tra cui 13 donne e 24 minori (un bambino ha meno di 1 anno)". "Le autorità italiane sono state avvertite - prosegue il comunicato -, ma non abbiamo ricevuto al momento nessuna risposta". Adesso, prosegue Msf, "a bordo abbiamo 130 sopravvissuti (69 persone soccorse ieri, 61 oggi)". Fra le persone salvate ieri, 25 sono minori e nove donne, stando sempre a quanto comunicato dalla ong.