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Soumahoro, l'ordinanza su suocera e compagna: "Spregiudicatezza criminale"

Marie Terese Mukamitsindo e Liliane Murekatete, rispettivamente suocera e compagna del deputato Aboubakar Soumahoro, allo stato attuale sono incensurate ma, assieme al cognato Michel Rukundo, "hanno mostrato elevata spregiudicatezza criminale". A temerlo nero su bianco è il gip di Latina Giuseppe Molfese nell’ordinanza di misure cautelari interdittive e di sequestro disposta sulla coop della suocera di Soumahoro nell'ambito dell'inchiesta della procura di Latina sull'accoglienza dei migranti. Il Cda di Karibu è stato interdetto ed è stato disposto il sequestro "di 639.455 euro nei confronti di un indagato e di 13.368 nei confronti di altri due indagati". L’indagine sull’attività delle coop coinvolte nella gestione di richiedenti asilo e di minori non accompagnati ricostruisce "un collaudato sistema fraudolento fondato sull’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente e oggettivamente inesistenti e altri costi inesistenti adoperati dalla Karibu (il cui cda era presieduto da Mukamitsindo, ndr) nelle dichiarazioni relative agli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019 non solo con la specifica finalità evasiva (inserendo in dichiarazione costi non deducibili) ma altresì per giustificare, in sede di rendicontazione, la richiesta di finanziamenti alla Direzione Centrale del ’Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati'", si legge nell'ordinanza.

 

"Come ampiamente ricostruito dalla documentazione acquisita e sintetizzata nell’informativa della Guardia di finanza di Latina (datata febbraio 2021) - prosegue il documento - negli anni la Karibu ha percepito fondi pubblici da diversi enti statali, poiché è stata ente attuatore di diversi progetti indicati come Cas (Centri accoglienza straordinaria), Sprar (Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati), Servizio di accoglienza minori e, ancora, Progetto rete antitratta". Come detto,  Mukamitsindo e Murekatete assieme al cognato Michel Rukundo, "seppur allo stato formalmente incensurati, hanno mostrato elevata spregiudicatezza criminale nell’attuare un programma delinquenziale a gestione familiare protratto nel tempo e rivestendo le qualifiche societarie documentate in atti" si legge in un passo del provvedimento del Gip. 

 

Nell'ordinanza si parla di un "fraudolento sistema contabile" operato con enti interposti sostanzialmente dipendenti dalla Karibu per "portare in deduzione costi mai effettivamente sostenuti (relativi a prestazioni inesistenti), beneficiando di finanziamenti pubblici distratti dalle finalità preposte". Al di la "del merito delle contestazioni fiscali mosse", gli inquirenti fanno sapere che sono stati riscontrati "prelevamenti in contanti, bonifici verso l’estero, una difficile rendicontazione delle erogazioni, una gestione contabile non trasparente e distrazioni di denaro per finalità estranee alla gestione dei progetti". Sulla qualità dell'accoglienza offerta ai migranti, si parla di "allarmanti accertamenti" relativi al "sovrannumero di ospiti, le carenti condizioni igieniche, l’assenza di derattizzazione e deblattizzazione, nonchè più genericamente la scarsità delle prestazioni fornite".