le intercettazioni

La figlia di Massimo Ferrero spara a zero nelle intercettazioni: "Mio padre sta fuori di testa. Non ho i soldi per la spesa"

Augusto Parboni

Andavano allo stadio insieme, condividevano gli affari di famiglia. Ma il loro rapporto sarebbe stato negli ultimi tempi decisamente conflittuale. Almeno in base a quanto hanno messo nero su bianco gli inquirenti che hanno mandato in cella l'ex patron della Sampdoria Massimo Ferrero e ai domiciliari la figlia Vanessa. Un rapporto che sarebbe andato avanti a colpi di attacchi, di insulti e di paure anche per le inchieste giudiziarie che da tempo orbitavano intorno alla galassia della famiglia Ferrero. Dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip calabrese, infatti, emerge, tra l'altro, una fotografia del rapporto che l'imprenditore aveva con la figlia Vanessa Ferrero, ai domiciliari come il nipote dell'ex patron dei blucerchiati. Il 18 settembre 2020 Vanessa Ferrero è intercettata con il suo compagno, al quale racconta di una discussione che ha avuto con il padre: «L'ho mandato aff...lo, de brutto...m'ha rotto il c...o, lui, la moglie e tutti sti falsoni de merda....hanno magnato tutto e io me devo ritrovà così...m'ha rotto il c..o non ha capito, se pensa che solo lui è indagato, solo lui non dorme la notte...solo lui c'ha i ragazzini carini...che devono cresce...ai miei non gli ha mai comprato un c...o, mai s' è preoccupato se mi magnavano...ma annassero a fa....lo, l'avvocato s'è arricchito...gli anni titolare della c..o di squadra mo ce stanno i problemi e hanno magnato tutti...l'ho presa a 100 mila, l'ho dati come acconto e mi ritrovo che e pezze ar c..o? Non magno, mo non c'ha 'na piotta da dammi per tenerli boni...non ce credo...sei stato in barca fino a ieri...e vaff....lo! Te sto a dì a società è vota...nun ce stanno i sordi...poi io so scema...avemo preso il gruppo, me so accollata 18 milioni de debiti aho, ma chi c..o lo fa a 35 anni oh! Solo sta co...na e l'unica che si ritrova così...».

 

 

 

Sono le intercettazioni ascoltate dalla Guardia di Finanza che ha condotto le indagini coordinate dalla procura di Paola che ha chiesto e ottenuto le misure cautelari. Nelle centinaia di carte di ordinanza, ci sono le conversazione sempre della figlia dell'ex patron della Sampdoria mentre parla anche con l'autista il 3 febbraio 2021, nelle quali dichiara che «tutti i c...i che sa lui poi so i c...i mia! Quindi tu te immagini io quanti c..i che mo c'ho sul collo? Perché lui non ce sta più quindi devo tenemme tutto...cioè già ce l'ho de mio...dei film...liquidatore e c...i vari». E ancora. «Io non ho fatto una cosa delle 16 denunce penali che ho. Non ci sta con la testa, sta fuori di testa. Io mi voglio levare da questo ginepraio», si legge nell'ordinanza del gip riguardo alle intercettazioni di Vanessa Ferrero, riferendosi al padre Massimo. Dai dialoghi intercettati emerge il difficile rapporto che la figlia aveva con Ferrero. «Invece di dire "amore scusa che ti ho messo in questa situazione di merda, a pagà la galera, quando i problemi sono miei non tuoi, perdonami figlia diletta", così dovrebbe comportarsi. "Cosa ti serve? Mangiare? L'università, bere?" Io non c'ho manco i soldi per la spesa».

 

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«Ferrero è un eccezionale commerciale ma è anche il peggior nemico di se stesso». È invece la definizione dell'imprenditore romano in carcere per bancarotta su mandato della procura di Paola del commercialista che curava gli aspetti economici delle varie società del gruppo, come emerge delle intercettazioni contenute nell'ordinanza di custodia cautelare del gip in relazione all'arresto dell'ex presidente della Sampdoria Massimo Ferrero. «Lui dice di non essere avido - afferma parlando al telefono con un fiduciario - ma in realtà vuole sempre di più e quando insiste al rialzo non si rende conto che un "fallito" non può pretendere troppo». Nell'indagine è coinvolta anche Laura Sini, l'ex moglie dell'imprenditore romano. Anche per lei il pm aveva richiesto una misura cautelare custodiale. Ma il giudice preliminare Rosamaria Mesiti ha determinato che nonostante la gravità delle condotte la 56enne «risulta incensurata» e che per l'esiguo numero dei fatti che le sono ascritti «la misura cautelare interdittiva di 12 mesi appare idonea e pienamente rispondente alle esigenze cautelari».