il capo dell'aifa

"Nessun evento avverso grave negli Usa", Palù tira dritto sul vaccino ai bambini. A Pasqua quello per 0-5 anni

Avanti tutta sul vaccino anti-Covid ai bambini, anche a quelli da zero a cinque anni di età. La via appare segnata, almeno secondo il presidente dell'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco, Giorgio Palù che è intervenuto a Live in Courmayeur.

 

Nessun timore degli effetti collaterali, dice il microbiologo e virologo nella kermesse di SkyTg24: "Negli Stati uniti sono stati vaccinati contro Covid-19 4 milioni e 300mila bambini, una platea superiore a quella dei bimbi che potenzialmente dovrebbero essere vaccinati dai 5 agli 11 anni in Italia. La società scientifica statunitense di pediatria non ha segnalato nessun caso di reazione avversa grave in questi bambini".

 

Non solo: i "tremila bambini" su cui è stato sperimentato il vaccino negli studi "sono più di quanti sono stati testati per il vaccino per la pertosse. E se consideriamo gli studi di fase 3 sono molto di più in proporzione rispetto a tutti gli adulti over 18 testati", dice ancora Palù.

Il capo dell'Aifa ricorda che la dose pediatrica è un terzo di quella somministrata agli altri e ammette che "è poco etico aspettare di vedere quello che succederà negli Stati Uniti, non possiamo pensare che medici e scienziati abbiano autorizzato correndo dei rischi".

Riguardo i possibili effetti dannosi Palù, rispondendo alle domande, afferma che "nei bambini le reazione avverse più grave sono miocarditi, pericarditi, che possono portare a scompensi temporanei, ma che si risolvono. Il Covid porta a conseguenze ben più gravi".

 

Questo per quanto riguarda la fascia d'età 6-11 anni. Lo step successivo è il vaccino per i più piccoli, da 0 a 5 anni. "Dobbiamo attendere gli studi valutativi, l’esperienza sull’uomo è l’unica che ci porta al rapporto rischio/beneficio, sarà la vita reale a dircelo. La variante Delta è molto più contagiosa e infettiva, prima i bambini non venivano contagiati, non si infettavano, non si ammalavano, non morivano, oggi non è più così, succede anche tra 0 e 3 anni. Quando ci sarà il vaccino per loro? - spiega il virologo - Diciamo che le due aziende principali, Pfizer e Moderna, stanno facendo sperimentazione e sarà questione di qualche mese. Verosimile avere i primi dati entro Pasqua. Prima la FAD (la Food and Drug Administration, ente americano del farmaco, ndr) e poi Ema che è più accorta".

 

"Giusto adottare il criterio della massima precauzione, non possiamo aspettare i tempi della scienza perché il rischio è più alto" dice ancora Palù. A cosa si riferisce? Al fatto che il Sars-Cov-2 "è il primo coronavirus che diventa pandemico nella storia della medicina. È un virus che corre velocemente, più velocemente della scienza. È giusto che siano le esigenze di sanità pubblica, che a loro volta implicano decisioni politiche e non meramente scientifiche, a precedere la scienza. Non possiamo aspettare la scienza, corriamo troppo il rischio che si verifichi qualcosa che non vogliamo e allora è giusto utilizzare il criterio della massima precauzione".