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Marco Rizzo impallina Pd e M5s: pensano all'irrilevante Ddl Zan, le cose vere le fa Draghi

Quanto accaduto negli ultimi due giorni è esemplare per capire i meccanismi della politica, "ormai sovrastata dall'economia". Marco Rizzo, segretario del partito comunista, ha gioco facile nell'impallinare il Pd dopo il suicidio sul Ddl Zan. Ospite su La7 di Coffe break, venerdì 29 ottobre, Rizzo parte dalla conferenza stampa in cui il premier Mario Mario Draghi ha illustrato la Manovra finanziaria varata dal governo.

 

"'Ho scelto io', ha detto. Si è preso la responsabilità delle decisioni. E cosa faceva la politica? Litigava sul Ddl Zan (la legge contro l'omofobia affossata in Senato, ndr) una cosa irrilevante. D'accordo parliamo di diritti civili, ma la ciccia vera è altra. A quello che conta, ovvero il pane, la casa e il lavoro, c'è Draghi che ci pensa" commenta Rizzo. 

 

Il centrosinistra è a ai ferri corti. Enrico Letta e Matteo Renzi litigano "perché devono dimostrare la loro esistenza - è l'affondo del comunista -  Draghi non ha chiuso tutti i bulloni della Manovra, perché se deve andare al Quirinale deve prendere i voti da questi qua... Il Movimento 5 stelle ha 300 parlamentari, una potenza di fuoco incredibile, e  contano meno di Renzi. La politica è talmente debole che conta più debole. Draghi se vuole andare al Quirinale i voti da qualcuno li deve pur prendere...". 

 

"Draghi è un banchiere e non può fare gli interessi del popolo. La finanza controlla la politica in maniera assoluta per questo scenderemo in piazza domani" in occasione del G20 annuncia Rizzo.