In Onda, "chi sono e quanto guadagnano". Alessandro Sallusti e l'atroce verità sulla setta no vax
Minacce di morte a virologi e immunologi come Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco, botte ai giornalisti inviati alle manifestazioni, chat Telegram contro Di Maio, Meloni e Salvini, iniziative per bloccare la circolazione dei treni in 54 stazioni. I no vax vogliono mettere in ginocchio l’Italia ed è massima allerta nel governo che parla di rischio eversivo. Il direttore di “Libero”, Alessandro Sallusti, non sono non si è fatto intimidire, ma ha lanciato il guanto di sfida con un titolo inequivocabile in prima pagina sul giornale uscito martedì 31 agosto: “Criminali no vax”.
La nicchia dei “no vax, ni vax, boh vax, aspetto di vedere vax”, cioè coloro che rifiutano il vaccino contro il Covid e sbraitano all’attentato alle libertà personali per il green pass, è fuori controllo e il direttore Sallusti, ospite della trasmissione di LA7 “In Onda”, spiega il motivo di quella scelta editoriale: “Penso che la maggior parte dei non vaccinati, e io ne conosco molti, non lo sia per incoscienza, paura, furberia e non per questioni ideologiche o dogmatiche. Bisogna lavorare per convincerli o costringerli attraverso il green pass. Poi c’è uno zoccolo duro che anche davanti alla prova definitiva e sacrale che il vaccino non fa male, non cambia idea. E’ come far cambiare idea a un terrapiattista. Il problema è tenere divise le due fazioni ed evitare che la prima prenda il sopravvento sulla seconda e prenda il comando delle proteste. La protesta è sempre legittima, siamo in democrazia, ma la protesta non è spaccare la testa a un giornalista o un virologo”.
In studio Matteo Renzi e Concita De Gregorio lo spalleggiano sostenendo che vada dato un segnale e Sallusti chiarisce: “Siamo d’accordo che non tutti i no vax sono teppisti, ma questi teppisti sono tutti no vax. Va stroncata sul nascere la possibilità che una minoranza prenda in mano il movimento da una maggioranza. Se leggiamo oggi i social, specie Telegram c’è da avere paura, ci sono minacce al Ministro degli Esteri, è una china pericolosa. Sono come una specie di setta, sono una rete potentissima di persone che si stanno arricchendo”.
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