Bisogna cambiare

Serve l’obbligo vaccinale, niente green pass col tampone: l’ultima proposta choc di Matteo Bassetti

“Visto che ci sono ancora soggetti non vaccinati è ovvio che serva l’obbligo di vaccino”. A parlare apertamente di imposizione per tutti i cittadini che ancora non si sono sottoposti all’iniezione che protegge dal Covid è Matteo Bassetti, Primario di Malattie Infettive dell'ospedale San Martino di Genova, intervistato su Radio Cusano Campus: “Il mondo della medicina dice chiaramente che in vista del prossimo inverno rischiamo di rivedere gli ospedali pieni se determinate categorie di persone non si vaccineranno. È assurdo che questa estate la politica abbia lasciato il cerino in mano ai medici in merito all’invito alla vaccinazione. La politica deve assumersi le sue responsabilità. Vuole un autunno inverno tranquillo oppure vuole vedere un numero significativo di persone non vaccinate, con una variante molto aggressiva?”.

 

 

Bassetti si lancia poi in un discorso che certamente farà storcere la bocca ai no-vax: “Il mondo scientifico si è espresso ed è favorevole all’obbligo vaccinale. Se nonostante tutte le iniziative prese, non ultimo il Green Pass, ci sono ancora soggetti non vaccinati è ovvio che serva l’obbligo. Basterebbe altrimenti togliere la possibilità di avere il Green Pass tramite tampone, lasciando questa opzione unicamente per chi proprio non può vaccinarsi. Oggi le condizioni ostative alla vaccinazione sono pochissime. Qualcuno non si è reso conto che siamo ancora dentro la pandemia”.

 

 

L’infettivologo è più cauto sul tema della terza dose: “Sarà necessaria o quanto meno utile per quanto riguarda alcune categorie. Non possiamo pensare di farla a tutti. Non si farà una terza dose di massa ma una terza dose selettiva. Secondo gli studi si arriverebbe massimo ad un 5% della popolazione, come per gli immunodepressi, gli oncologici ecc. Anche definire il ‘quando’ per una terza dose è importante. Una terza dose ad un anno di distanza sarebbe un ‘richiamo’, come quello che facciamo per l’influenza. Under 12? In un Paese come il nostro si dovrebbe pensare a vaccinare, quando sarà approvato, anche chi ha meno di 12 anni. Da medico ho sempre pensato che è sempre meglio prevenire la malattia piuttosto che affrontarla. Stiamo parlando di bambini che vanno a scuola, un luogo che è un moltiplicatore di contagi per nonni, genitori, zii ed amici. Rischieremo di ritrovarci ancora un volta alla riprese con la DAD che è stata devastante per questa generazione di studenti”. 

“Ma certo che esiste una cura per il Covid. I denigratori dei vaccini - la bordata finale di Bassetti sul tema delle cure domiciliari - sono gli stessi che portano avanti questi protocolli fantomaticamente definiti cure domiciliari che sono il nulla riempito di niente. Abbiamo farmaci per curare il Covid. Soltanto chi vuole fare della speculazione politica continua a dire che abbiamo passato un anno e mezzo a dare alle persone la tachipirina in attesa che morisse. Non è vero che vogliamo spingere il vaccino perché non ci sono le cure”.