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Controcorrente, bordata di Paragone: green pass "subdolo". Cosa c'è dietro

Giorgia Peretti

Obbligo vaccinale o libertà di scelta? Questa la domanda che riecheggia negli studi di “Controcorrente” nella puntata di lunedì 2 luglio. Il talk show di approfondimento politico e di attualità, sotto la conduzione di Veronica Gentili, in onda su rete 4 ospita il leader di Italexit, Gianluigi Paragone.

 

In studio si dibatte sui temi caldi protagonisti del secondo appuntamento del programma: dall’ipotesi di obbligo vaccinale per il personale scolastico al green pass, indispensabile dal prossimo 6 agosto per ristoranti, bar, palestre, cinema, teatri e centri benessere al chiuso. Un “lascia passare” che potrebbe presto essere necessario anche per l’accesso ai mezzi di trasporto come treni a lunga percorrenza, navi e aerei. L’opinione che sembra emergere dalla discussione è il consueto refrain secondo cui “la libertà personale termina dove inizia la libertà altrui”.

 

Paragone commenta così l’ipotesi di un green pass sinonimo di un “ponte tra una libertà e l’altra”: “Stasera ho scoperto che c’è la libertà vaccinale con l’asterisco, cioè non c’è l’obbligatorietà vaccinale in Italia e quindi vuol dire che c’è la libertà. Dunque, se io non mi vaccino sono dentro il perimetro della legalità ma c’è l’asterisco. Perché se poi vuoi andare in giro devi avere il green pass, quindi è un modo molto subdolo per andare verso l’obbligatorietà vaccinale senza pagare dazio”.

 

Poi continua facendo riferimento alle ultime dichiarazioni di due dei filosofi che hanno definito la misura proposta dal governo di Mario Draghi da “regime dispotico” verso coloro che non vogliono vaccinarsi: “È veramente incredibile questo concetto di libertà, non è un caso che Massimo Cacciari e Giorgio Agamben e altri pensatori che oggi stanno continuando a sostenere che il green pass è assolutamente illiberale e liberticida. Qualcuno dirà: “è ma i filosofi mica possono parlare di vaccini”, poi dall’altra parte hanno bisogno degli influencer, dei vip, dei cantanti, di attori e calciatori per fare la sponsorizzazione del vaccino con le fotografie (mima l’hashtag con la mano sul braccio nda)”. Infine, conclude: “Mettiamoci d’accordo perché a me sembra che qua stiamo veramente perdendo il senso delle libertà. C’è o non c’è l’obbligatorietà? No, quindi c’è la libertà di non vaccinarsi”.