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Scuola, il governo assume 112mila nuovi prof. In aula col tampone

Benedetto Antonelli

Mentre si discute da giorni sull'opportunità di introdurre o meno l'obbligo vaccinale per i professori, in vista della riapertura della scuola il Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri Brunetta (Pubblica amministrazione) e Franco (Economia), approva «l'autorizzazione al ministero dell'Istruzione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, per l'anno scolastico 2021/2022 un numero pari a 112.473 unità di personale docente».

 

Intanto, slitta alla prossima settimana la presentazione del piano Bianchi sulla riapertura delle scuole a Regioni, Comuni e province, anche se il testo, assicurano fonti del Ministero, è pronto. Si attende la decisione sull'obbligo dei vaccini agli insegnanti e sulla gestione dei trasporti locali, che saranno in cabina di regia e in Consiglio dei ministri la la prossima settimana. Nel piano del ministro per il momento non si fa cenno all'obbligo, ma solo alla necessità che «il personale docente e non docente, su tutto il territorio nazionale, assicuri piena partecipazione alla campagna di vaccinazioni. Resta il vincolo delle mascherine anche in aula al di sopra dei 6 anni, ma non del distanziamento, che non permetterebbe una presenza al 100% degli studenti.

 

Non saranno necessari, come ha evidenziato anche il Cts, test diagnostici o screening preliminari di accesso e si dovrà individuare anche quest' anno un referente Covid. In tutte le classi, inoltre, si dovrà garantire l'aerazione dei locali e la pulizia "quotidiana, accurata e ripetuta" degli ambienti e dovrà proseguire la pratica dell'igiene delle mani e la messa a disposizione di erogatori di prodotti disinfettanti in tutte le scuole». Il ministro della Salute, Roberto Speranza, fa capire che l'intenzione del governo è quella di inserire il green pass per gli insegnanti, se vorranno essere in contatto con gli studenti, proprio come chiede l'associazione nazionale dei presidi. «Siamo al lavoro per modalità che ci consentano una ripartenza della scuola in presenza e in sicurezza», scandisce. Mentre il ministro dell'Istruzione ha aperto un confronto con le parti sociali e le Regioni, Speranza promette che il comparto non sarà abbandonato: «Il governo non farà mancare un'iniziativa molto forte per raggiungere l'obiettivo» della presenza in sicurezza.

 

La questione è «assolutamente prioritaria», afferma, annunciando che la prossima settimana sarà «quella giusta per un intervento organico che ci consenta una ritorno in presenza e in sicurezza. Utilizzeremo tutti gli strumenti possibili per realizzare questo obiettivo», garantisce. Quanto al vaccino per gli studenti, il Cts ha già fatto sapere che sarebbe auspicabile (e possibile) immunizzare il 60% degli over 12 entro il 10 settembre, prima della ripresa delle lezioni. Al momento, il 30% dei ragazzi tra i 12 e i 19 anni ha ricevuto la prima dose e il 15% anche la seconda. Il ministro della Salute cerca di tranquillizzare le famiglie: «Per il governo la campagna vaccinale è davvero lo strumento fondamentale per chiudere una stagione così difficile. Ema e Alfa hanno approvato l'utilizzo di Pfizer e Moderna anche per questa fascia d'età, noi abbiamo fiducia nelle nostre istituzioni internazionali. Chi si vaccina non protegge solo se stesso, ma aiuta tutti gli altri», afferma. Il rischio di una quarta ondata autunnale è alto, soprattutto per la diffusione della variante Delta, che cresce di giorno in giorno e sarà dominante entro agosto non solo in Italia, ma in tutta l'Europa.