assenza di sicurezze

Meglio il vaccino obbligatorio che andare avanti con il caos green pass e slogan

Franco Bechis

Il Covid mi ha portato via la persona più cara che ho avuto nella vita - mia mamma Rosanna - il 29 aprile scorso. Aveva 83 anni appena compiuti, ma stava benissimo e per sua fortuna nella vita non aveva conosciuto nemmeno una influenza seria. Grazie a un protocollo raro ma straordinario adottato in un nuovissimo ospedale piemontese quello di Verduno intitolato alla memoria di Michele e Pietro Ferrero, con le mie sorelle sono potuto stare accanto a mia madre negli ultimi giorni, le ho stretto la mano per ultimo poco prima che se ne andasse. E ho visto cosa è capace di fare il Covid in così poco tempo, prosciugando un corpo fino a spegnere l'ultimo soffio di vita. Molte notti mi ripassano davanti agli occhi l'immagine di quella vita che se ne andava, e me ne sento responsabile. Mia mamma non era stata vaccinata, e prima di Pasqua figli e nipoti le avevano tolto il saluto per convincerla a farlo. L'unico medico di cui si fidava - che oggi appenderei con le mie mani a un albero almeno per frustarlo a dovere - le aveva messo in testa di essere allergica a qualsiasi tipo di vaccino e che avrebbe rischiato di morire ricevendo quella dose. Alla fine non so se l'avevamo convinta, ma aveva accettato di andare a parlare della cosa con il suo medico di base istruito per convincerla al passo. Si è ammalata due giorni prima di farlo, e dopo 5 giorni era già in ospedale. Fossi stato meno comprensivo lei sarebbe ancora qui.

 

 

Non posso essere no vax dopo quello che ho vissuto così da vicino. E infatti ho da tempo ricevuto la doppia dose e sono in possesso di green pass anche se non mi è servito a nulla fino ad ora. Vaccinata mia moglie, vaccinati i miei figli per loro scelta e anche per quel che è accaduto alla nonna. Senza vaccino se il virus trova davanti a sé una persona fragile (e comunque una persona anziana lo è, pure apparendo in buona salute) è altamente probabile che la uccida. In questo è più che fondata la frase un po' dura che ha pronunciato Mario Draghi nella sua ultima conferenza stampa. Ma già oggi la realtà ci sta indicando che non è vero in assoluto nemmeno il contrario: ti vaccini, ti puoi contagiare lo stesso anche con le varianti, e non è escluso che il contagio sia grave e che possa essere letale. Le percentuali di probabilità al momento sono molto molto inferiori. Cito i dati dell'Istituto superiore di Sanità: l'evento grave è possibile per un vaccinato ogni 10 non vaccinati. Ci sono dieci volte meno possibilità che la malattia sia grave per un vaccinato rispetto a un non vaccinato. Ma non è escluso nemmeno per chi ha la doppia dose.

 

 

Nell'ultimo mese quel vantaggio in Israele si è notevolmente ridotto, e ci sono stati giorni in cui i nuovi ricoverati in ospedale con sintomi seri sono stati più fra chi aveva due dosi di vaccino rispetto a chi non era vaccinato, anche perché la maggioranza assoluta degli israeliani vaccinata, e quindi c'è anche una questione matematica. Quindi il vaccino protegge tanto, ma non esclude del tutto il decorso grave o anche letale della malattia. Bisogna dire la verità, non gli slogan. E la verità è che il vaccino è utilissimo (lo erano tutti, ma noi ne abbiamo esclusi due), ma non offre certezza assoluta di immunità. Con le varianti muta - è il mestiere del virus - e la protezione originaria scende. Ho sentito una conferenza con gli investitori di Albert Bourla, il presidente Pfizer che qualche mese fa spiegava come i vaccini a Rmna fossero in poco tempo adattabili anche alle varianti con modifiche e nuove immissioni in produzione. Ma bisogna fare le modifiche e mettere in produzione: serve qualche settimana/mese di tempo. Quindi la protezione potrà essere più alta facendo nuove dosi adattate alla bisogna. In una situazione così mutevole e in cui si hanno davvero poche certezze su prossime ondate e misure che il governo dovrà adottare, sarebbe meglio riporre in tasca qualsiasi tipo di slogan e affermazione apodittica su un fronte o sull'altro. Forse anche meglio che lo Stato invece.