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Sbagliato ritardare la seconda dose, la verità di Ciccozzi sul vaccino

“È stato un errore ritardare la seconda dose”, commenta così Massimo Ciccozzi intervistato a Coffee Break. Il talk show politico della mattina condotto da Andrea Pancani, su La 7, nella puntata di lunedì 28 giugno, ospita il direttore dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-medico di Roma. Il tema al centro del dibattito sono ovviamente i vaccini.

Tra l’effetto delle varianti e i ritardi nella somministrazione, il professor Ciccozzi mette in guardia: “Siamo di nuovo in presenza di una variante che è più contagiosa della variante inglese. Gli inglesi la stanno subendo già da tempo e noi abbiamo iniziato, con questi focolai che abbiamo visto in Puglia e in Sardegna, ad averne visione”. Secondo l’istituto superiore di sanità l’incidenza della variante delta, ex indiana, è inferiore all’1%. Un dato che non sarebbe veritiero stando alle dichiarazioni di Ciccozzi: “Non è così, la sua prevalenza è molto sottostimata proprio perché non abbiamo un sistema di sequenziamento. È una variante che ha subito una mutazione che dà alla proteina un potenziale elettrico e quindi riesce ad agganciare meglio il recettore e quindi è più contagiosa ma non più letale”. Poi rassicura: “Prima il virus era più veloce di noi ora l’incidenza è molto bassa anche grazie ai vaccini. Quello che abbiamo visto l’anno scorso spero e credo che non lo vedremo perché stiamo vaccinando tante persone”.

 

 

 

 

Una campagna vaccinale travagliata e segnata da indicazioni cacofoniche tra cui anche quella di dilatare la somministrazione delle due dosi, salvo poi essere ripristinato l’intervallo iniziale. È stato un errore ritardare le seconde dosi?, chiede l’inviata. “Personalmente, da epidemiologo, ritengo di sì - risponde Ciccozzi - Perché sappiamo che la prima dose protegge, nel caso di vaccini a vettore virale, solo nel 33% dei casi e 50% nei vaccini a mRNA. Mentre sappiamo che è la seconda dose che ci protegge con percentuali molto alte che arrivano anche al 90% nei vaccini a mRNA. Quindi allungare questo intervallo per me è stato un errore sia a livello epidemiologico ma anche perché non c’era un fondamento scientifico”. Infine, sulla bontà dei vaccini per combattere la variante delta, il prof. Ciccozzi si esprime così: “No non c’è un vaccino migliore. Non c’è un vaccino di serie A e serie B. La differenza può esserci tra vaccini a vettore virale e mRNA ma stiamo parlando di 5/6 punti percentuali”.