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Riaperture, i ristoratori sperano per il pranzo ma spunta la norma anti-aperitivi

Se la tendenza sarà certificata oggi dal risultato dal monitoraggio settimanale solo Campania, Valle d'Aosta e Puglia resteranno in zona rossa. E l'Italia arancione spera nelle riaperture, magari prima di maggio grazie al pressing della Lega e dei governatori di alcune Regioni

 

Per il leader della Lega, Matteo Salvini, che ieri ha incontrato il premier Mario Draghi, i dati già ora potrebbero consentire riaperture in almeno sei regioni e province autonome. Si tratta di Trentino, Alto Adige, Veneto, Umbria, Marche e Abruzzo che sono rientrate nei numeri da zona gialla

 

E così tornano a sperare i ristoratori, tra le categorie che più stanno soffrendo chiusure e limitazioni di orari e servizio. Ma per loro si profilano condizioni molto stringenti. L'orientamento del governo, scrive il Corriere della sera, è quello di sottoporre agli esperti del Cts (Comitato tecnico scientifico)  di consentire l'apertura dei locali a pranzo ma con un orario ridotto anti-aperitivo. Già, perché i ristoranti dovranno riabbassare la saracinesca per il il servizio alle 15 o alle 16. Naturalmente non prima del 20 aprile, data del check sui dati epidemiologici per possibili aperture decisa nell'ultimo decreto del governo.

 

Una finestra stretta per il pranzo, dunque. Che è finalizzata a evitare assembramenti e gente fuori dai locali all'ora dell'aperitivo con l'arrivo della bella stagione. Una "concessione" ma molto limitante, che restringe ulteriormente la possibilità di recuperare qualcosa da parte delle categorie della ristorazione appese all'asporto e al delivery, che naturalmente non possono compensare le perdite di un anno di stop a singhiozzo.

 

Intanto il governo pensa anche di rinnovare l'esenzione dalla tassa per chi ha spazi all'aperto, ma forse non per i bar. Tornano a sperare per una riapertura dopo il 20 aprile anche cinema, teatri, musei e il settore delle mostre che dovevano riaprire il 27 marzo. Ma poi non se ne è fatto nulla.