dopo l'arresto

Celentano difende Corona: non meritavi una punizione così pesante

Carmen Guadalaxara

"Forse è ora che la politica, anziché intraprendere affari con quei paesi che fanno sparire le persone tagliandole a pezzi, dica qualcosa sull' "arrangiamento-giustizia". Lo scrive Adriano Celentano , che dai suoi canali ha scritto a Fabrizio Corona, dopo averlo visto a Non è l'Arena da Giletti e all'alba della sua nuova incarcerazione. Nella lettera, tanta commozione per la vicenda umana di Corona, il dolore della madre e quello del giovane figlio, e un invito a darsi da fare: "Solo tu - dice Celentano a Corona - puoi aggiustare il sentiero, non solo della tua vita, ma quella di tutte quelle persone che aspettano un tuo segnale, comprese le migliaia di persone che ti seguono su Internet. Io ho un idea!!! ".

 

Celentano racconta di essersi emozionato e commosso davanti alle immagini dell'arresto e al dolore della madre di Fabrizio. "Poi tutto ad un tratto - aggiunge - come un fulmine a ciel sereno, il mio pensiero si è fermato su di te. Sulla tua persona...tu hai fatto tante stronzate nella vita... la più grossa e direi la più pericolosa, è quella di aver indotto i giudici a darti una punizione spropositata. Con la scusa di sommare le tue colossali cazzate, cioè ogni cazzata una punizione, ti hanno dato 14 anni di prigione. E qui, secondo me, sta la grande ingiustizia della giustizia italiana. Si danno 14 anni ad uno come te, che ha fatto sì, cose punibili dalla legge, ma non a tal punto da equiparare i tuoi madornali errori di vita a chi uccide una persona. Non si contano i casi di individui che hanno assassinato una o più persone e, solo dopo 5 o 6 anni di buona condotta, escono di prigione".