Eurispes, Italia perde 34.700 giovani l'anno e 1,7 mld pil a causa emigrazione
Roma, 1 apr. (Adnkronos) - ''L'Italia perde almeno 34.700 giovani ogni anno e 1,66 miliardi di pil'' a causa dell'emigrazione. E' un caso unico in Europa''. E' quanto emerge dall'analisi comparativa realizzata dall'Eurispes su 22 paesi europei, che ''rivela una particolare configurazione strutturale: l'Italia forma da sola un cluster, con mercato del lavoro giovanile peggiore dei paesi dell'Est Europa e un conto demografico destinato a salire fino a 1,13 milioni di persone mancanti entro il 2050''. ''L'Italia non è semplicemente un paese che soffre di emigrazione giovanile. È un caso anomalo in Europa'', si sottolinea. La ricerca quantitativa realizzata dall'Eurispes su 22 paesi dell'Unione è costruita su 16 indicatori armonizzati nel periodo 2016-2023.
Dallo studio emerge che ''l'Italia riesce a offrire ai propri giovani laureati condizioni occupazionali peggiori di Bulgaria, Polonia o Croazia. L'occupazione dei neolaureati tocca il 58,9%, contro l'80% abbondante dei paesi in convergenza''. Il reddito mediano reale, invece di crescere, si contrae: indice 97 contro 132 dei paesi emergenti dell'Est. ''Un segnale di impoverimento strutturale delle famiglie che non ha equivalenti nel campione considerato nella ricerca''.
''L'Italia appare dunque come un paese con Pil da economia avanzata e condizioni per i giovani da periferia europea. E questo non è un paradosso temporaneo: è una condizione strutturale'', secondo l'Eurispes. L'analisi parte dal saldo migratorio netto dei cittadini italiani nella fascia 20-39 anni nel periodo 2019-2023: 294.606 uscite verso l'estero, 120.884 rientri, con un saldo netto di -173.722 giovani, equivalente a una media di circa 34.700 giovani-adulti l'anno.
A questi flussi vengono applicati tre parametri: tasso di occupazione (62-66%); pil per occupato; aliquota media sul lavoro (30%). I risultati complessivi indicano: occupati mancanti stimati circa 111.000 persone (22.000 lavoratori/anno); perdita di pil per 8,28 miliardi di euro totali, con media annua di 1,66 miliardi; impatto sul pil in termini relativi oscillante tra lo 0,05% del 2021 e lo 0,11% del 2019 e 2023, con media dello 0,09% annuo; mancato gettito fiscale e contributivo per 945 milioni di euro totali (189 milioni/anno).
''Il nodo critico non è la mobilità in sé, ma la capacità di un paese di trasformare i flussi in un processo che generi ritorni per l'economia e la società, riducendo gli effetti problematici legati alla perdita netta di giovani in età attiva e favorendone quindi anche il possibile rientro'', spiega il presidente dell'Eurispes, Gian Maria Fara. ''Le esperienze di altri paesi indicano che risultati migliori si ottengono attraverso pacchetti di interventi coerenti e duraturi, più che con singole misure isolate. Per l'Italia, l'obiettivo realistico non è l'azzeramento dell'emigrazione ma la costruzione di condizioni che riducano la perdita netta e permettano una partecipazione attiva alla circolazione dei cervelli. Ciò implica politiche di attrazione e retention combinate a politiche per rendere la circolazione produttiva''.
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