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Farnesina: Tajani, 'tragedia Attanasio non sarà dimenticata'

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Roma, 24 feb. (Adnkronos) - Quella dell'Ambasciatore Luca Attanasio, del Carabiniere scelto Vittorio Iacovacci e dell'autista del Programma Alimentare Mondiale, Mustapha Milambo è "una tragedia che rimarrà nella mente e nel cuore di tutti quanti noi". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo alla cerimonia di deposizione, nel quinto anniversario della morte, di una corona d'alloro per l'inaugurazione della targa commemorativa per i caduti all'estero, presso la Farnesina. "Ringrazio il comandante generale dell'Arma per partecipare a questa cerimonia che serve non solo a ricordare, ma anche a far capire a tutti il sacrificio che è stato fatto".

"L'ambasciatore Attanasio - ha aggiunto il vice premier - era un giovane diplomatico impegnato, un bravo calciatore, sempre pieno di voglia di fare, di iniziative per aiutare soprattutto i più deboli. Nei suoi incarichi di responsabilità in Nigeria e in Marocco, come capo missione della Repubblica Democratica del Congo, ha sempre interpretato con rigore e passione i valori della diplomazia italiana. Una diplomazia sempre al servizio dei nostri cittadini. Con lui c'era il carabiniere medaglia d'oro al valore militare Vittorio Iacovacci, che in un supremo atto di eroismo ha cercato di proteggere e di salvare l'ambasciatore al quale faceva la scorta. Vogliamo ricordare oggi il suo straordinario spirito di servizio, come quello di tanti altri carabinieri e militari che hanno dato la vita per la patria".

"Con lo stesso entusiasmo e con la stessa determinazione il carabiniere scelto Iacovacci non ha esitato a dare la propria vita per difendere la persona che doveva proteggere - ha detto ancora Tajani - Oggi per ricordare questi due giovani servitori dello Stato abbiamo deciso di inaugurare nella sede del ministero degli Esteri, di fronte a un'opera - Lo Squarcio - che fa parte della collezione della Farnesina, un nuovo squarcio, un squarcio che trova la morte e il dolore quando si perde una vita umana. Chi ha dato la vita per la patria però ha sempre qualche cosa in più". Il ministro ha infine ricordato gli altri caduti del ministero degli Affari Esteri, morti nella I e nella II guerra mondiale, "perché, anche se sono passati molti anni, il loro sacrificio non può essere dimenticato".

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