Tv: Gabriele sulla rotta delle zebre in Botswana, 'ottomila km in un mese'/Adnkronos (2)
(Adnkronos) - "Forse un'idea su chi sono potrebbe darla il mio progetto, più grande: 'Sto Gran Tour', che raccoglie i due campi più grandi del mio lavoro ovvero la produzione cinematografica e il Tour Operato - aggiunge ancora -'Sto Gran Tour' è la prima 'Travel Boom Factory', insomma, un casino nella testa e la voglia di scoprire il mondo in un modo diverso, sotto un cappello divertente ed esplosivo", dice Gabriele Saluci. Ma perché un giovane videomaker di Gela che vive in Spagna decide di partire per il Botswana alla Ricerca di zebre? "Questi anni da documentarista, soprattutto con il lavoro svolto con la televisione, hanno direzionato un po' meglio la mia innata curiosità, facendo in modo che la ricerca e lo studio di un fenomeno, una storia o una parte di mondo, possano essere raccontate in modo efficace o che possa avere un'utilità", risponde. "Leggendo vari report del WWF e alcuni articoli del National, sono venuto a conoscenza di una storia che mi ha colpito davvero un sacco, soprattutto dopo un anno di segregazione in casa: la storia del ritorno alla migrazione delle zebre di una parte del Botswana- racconta Gabriele -In breve: alcune zebre del Kalahari, dopo decenni di stop, hanno ripreso misteriosamente a migrare, seguendo le rotte dei loro vecchi antenati. L'interruzione della migrazione era dovuta all'opera antropica: le veterinary fences, ovvero delle barriere che coprono buona parte di tutto il Sud dell'Africa e che servono per proteggere il bestiame dal foot and mouth desease -l'afta epizootica, e dall'attacco dei predatori. Queste recinzioni sono lunghe migliaia di chilometri e hanno ostacolato la marcia di tantissime specie animali, incluse le nostre zebre, sconvolgendo tutta la catena alimentare e l'ecosistema della zona". In poco meno di 40 giorni Gabriele ed Erica hanno visto animali di ogni tipo, hanno ricevuto nottetempo strane 'visite', dalle iene agli elefanti.
"Siamo partiti dal Capo di Buona Speranza, una penisola stupenda proprio sotto Città del Capo e abbiamo potuto seguire la costa sudafricana, risalendo fino al Kruger con le colline granitiche e la prima savana - dice - poi entrati in Botswana abbiamo attraversato il deserto del Kalahari e le saline del Makgadikgadi, dove inizia effettivamente la migrazione delle zebre dal deserto fino ai luoghi secchi. Abbiamo terminato la spedizione con l'attraversamento del Delta dell'Okavango, al confine con le Cascate Vittoria". "In Botswana tra le varie sezioni di viaggio, facevamo provviste in alcuni punti: maggiormente cibi proteici/calorici secchi (tipo la cara vecchia pasta, frutta secca ecc. Il carburante è il vero problema - spiega Gabriele - durante tutto il viaggio c'era in programma solo un distributore a metà. Siamo partiti con l'auto modificata con 135 litri di carburante, oltre a delle jerrycans da 40 litri e una serie di boccioni di emergenza. Ce l'abbiamo fatta a pelo, ma senza problemi".
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