Fico, aiutaci! Gli onorevoli romani furiosi con Il Tempo
Appello al presidente della Camera, Roberto Fico: ci dia una mano a fare capire ai suoi deputati residenti a Roma e provincia (stessa cosa per i senatori), che è buon senso non pagare a loro la diaria per le spese di soggiorno a Roma (3.500 euro mensili), semplicemente perché loro a differenza dei colleghi, non hanno quella spesa. E che non ha senso nemmeno pagare a loro i rimborsi taxi (1.100 euro al mese) per raggiungere l'aeroporto più vicino e imbarcarsi su un aereo che li porti a Roma: vivono già a Roma e provincia, e per andare in Parlamento non hanno bisogno di alcun aereo. Il solo fatto di averlo proposto qui nell'Abitacolo li ha fatti insorgere tutti senza distinzione di gruppi contro Il Tempo. E non c'è nulla da fare: anche a costo di sembrare ridicoli, questi sostengono di avere troppe spese da potere rinunciare a quei 4.600 euro netti al mese. Lo dicono a sinistra come spiega Stefano Fassina (che fa pure confusione fra un rimborso e un altro). Lo dicono a destra, come sostiene la romana Renata Polverini che allude a non ben specificate spese a cui sarebbe costretta in città da quando è stata eletta alla Camera. Ma c'è perfino una senatrice del M5s sulla stessa linea degli infuriati per questa proposta de Il Tempo: è Elena Fattori, eletta nei castelli romani, a pochi km da Roma (Genzano). Lei sostiene di avere un fracco di spese per raggiungere la capitale, e di metterci più di un'ora perché c'è molto traffico. D'accordo: ma perché mai dovrebbe intascare 3.500 euro al mese di diaria, che serve per pagarsi hotel, residence o una casa nel centro di Roma? La Fattori continua infatti a vivere a Genzano, e lì è la casa dove torna ogni sera. Però a quei soldi non vuole rinunciare. Per fortuna Fico ha convocato per il 15 marzo una riunione dell'ufficio di presidenza che punta a fare ordine anche sulla diaria e sui rimborsi taxi, oltre che su altre indennità extra. Presidente, ce la darebbe una mano in questas battaglia di buon senso?
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