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I BIANCONERI RIPARTONO DOPO IL KO DI SUPERCOPPA

Tris Juve: Mandzukic, Dybala e Higuain stendono il Cagliari

Tris Juve, Mandzukic, Dybala e Higuain stendono il Cagliari

Gonzalo Higuain

Tre gol per dimenticare la Supercoppa: la Juve supera 3-0 il Cagliari nella partita che dà il via ufficialmente al campionato e prova a mettersi alle spalle la delusione per la sconfitta contro la Lazio nella finale dell'Olimpico. Le reti di Mandzukic, Dybala e Higuain consentono ai bianconeri di iniziare nel migliore dei modi la loro rincorsa al settimo scudetto consecutivo che li farebbe entrare ancora di più nella leggenda. Partita senza storia, troppo netta la differenza di valori in campo con un Cagliari apparsi troppo arrendevole e quasi rassegnato soprattutto dopo il rigore parato da Buffon a Farias. Proprio questo episodio segna il primo storico intervento del VAR nel nostro campionato. In totale sono serviti 2-3 minuti all'arbitro per visionare l'episodio e assegnare il penalty ai sardi, quelli che di solito si perdono fra proteste e scenate isteriche che il supporto tecnologico può definitivamente eliminare. Discreta la prova dei bianconeri, bene in difesa Rugani e a centrocampo Marchisio. In avanti è apparso in gran forma Dybala.

Non cambia il modulo ma cambiano gli interpreti nel 4-2-3-1 della Juve. Rispetto alla gara contro la Lazio in Supercoppa, Allegri schiera Lichtsteiner terzino destro, Rugani centrale al fianco di Chiellini. A centrocampo l'altra novità è Marchisio al posto di Khedira al fianco di Pjanic. In attacco confermato invece Cuadrado a destra nel tridente con Mandzukic e Dybala alle spalle di Higuain. Nel Cagliari, perso Borriello passato alla Spal, Rastelli schiera un 4-4-2 con Cop-Farias in attacco e Sau in panchina.

Pronti via e Juve subito vicina al gol con una punizione dai venti metri di Pjanic larga, concessa per fallo su Dybala. Pomeriggio molto caldo, pertanto il ritmo della partita è basso. All'11' la Juve passa: cross dalla destra di Lichtsteiner per Mandzukic che con una girata di destra supera Cragno. Sbloccato il risultato la squadra di Allegri gioca in scioltezza e controlla la partita senza affondare. Le uniche azioni degne nota sono un paio di serpentine a metà campo di Dybala, l'argentino sembra già in ottima forma. Al 34' però il Cagliari si desta dal torpore e sfiora il pareggio: destro di Farias appena dentro l'area, respinta di Buffon sui piedi Faragò che a porta vuota calcia clamorosamente alto. Al 37' per la prima volta nella storia del calcio italiano c'è un intervento del VAR: su un contatto in area bianconera fra Alex Sandro e Cop l'arbitro Maresca prima lascia correre, poi su segnalazione del VAR ferma il gioco e assegna il penalty ai sardi. Dal dischetto calcia Farias ma Buffon para. Scampato il pericolo la Juve si scuote e prima dell'intervallo prima sfiora il raddoppio con un destro di Marchisio da fuori area di poco a lato, poi lo trova con un sinistro sotto la traversa di Dybala lanciato perfettamente in contropiede da Pjanic.

La Joya si conferma in gran spolvero e in avvio di secondo tempo sfiora il bis personale con un sinistro a giro dal limite che si stampa sulla traversa, sulla respinta un colpo di testa debole di Mandzukic viene parato da Cragno. La squadra bianconera si limita a controllare, mentre il Cagliari fatica a proporre azioni offensive. Dopo una ventina di minuti Allegri manda in campo Khedira per Marchisio, Rastelli replica con Joao Pedro al posto di Padoin. Al 65' la Juve chiude ogni discorso trovando il gol del 3-0 con un diagonale sinistro di Higuain a coronamento di una pregevole azione manovrata di Khedira e Alex Sandro. Subito dopo il Pipita lascia il campo per l'esordio dell'ultimo arrivato Matuidi e Cuadrado per quello di Costa, si passa così al 4-3-3. Nel Cagliari entrano anche Dessena e Sau, ma la sostanza non cambia. Il finale è pura accademia con la squadra di Allegri che si limita a controllare il gioco senza rischiare nulla in difesa e concedendo ancora un paio di lampi di Dybala e Douglas Costa ai propri tifosi. Tutto troppo facile per i ragazzi di Allegri, per saggiare l'effettiva solidità delle ambizioni serviranno avversari decisamente più all'altezza.

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