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Lezione di famiglie gay ai bimbi dell’asilo nido

Le educatrici leggono libri che raccontano storie omosex Come due mamme comprano il «semino» e nasce Margherita

All’asilo nido non solo pannolini, pappe, giochi, disegni, colori, filastrocche ma anche letture di gruppo di cultura gender. È diventata realtà la necessità di educare «alla pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali» i pupetti del nido. Tutto è partito dalla circolare del 13 novembre 2013 del dipartimento Servizi educativi e scolastici del Comune dalla quale è scaturito nel febbraio scorso il «Piano di aggiornamento per l’anno scolastico 2013-2014 per le educatrici dei Nidi e le insegnanti delle Scuole dell’infanzia di Roma Capitale». E ora si raccolgono i «frutti» anche perché è sulla «disparità di genere e la persistenza di ruoli nei bambini da 0 a 6 anni che bisogna lavorare per combattere «il femminicidio, l’omofobia e il il bullismo».

È successo così che all’asilo nido Castello Incantato, zona Bufalotta, già da settembre i genitori hanno trovato affissa in una bacheca una lista di libri (consigliati dai quattro anni in su) con tematiche non solo relative all’educazione sessuale ma anche alla cultura gender accompagnate dalla richiesta: «Vogliamo leggerli ai nostri “bambini” (scritto in rosa) e “bambine” (scritto in azzuro) chi ce li regala?».

Alcuni genitori perplessi e fermamente contrari all’iniziativa-proposta delle educatrici del nido, hanno denunciato il fatto attraverso il comitatoarticolo26.it. La notizia , in questi giorni, è rimbalzata sul giornale cattolico on line lanuovabq.it.. in un lungo articolo di Costanza Signorelli.

Un genitore (anonimo) spiega i motivi della sua protesta: «Non voglio proprio che a mia figlia vengano impartite lezioncine di educazione sessuale, figurarsi di tutto il resto. A parte il fatto che sono libri per più grandicelli, cosa potrebbe capire e poi cosa si ricorderà? Mi sembra solo una scelta ideologica, una questione di principio perché l’ìdea è che bisogna farlo e basta». Questo però succedeva a settembre e ora che siamo a novembre? «La lista dei libri è rimasta lì - continua il papà - e forse qualcuno per ignoranza o compiacenza avrà già acquistato qualcosa. Il passo successivo infatti sarà un incontro di "lettura" per i genitori durante il quale verrà spiegato dalle educatrici come saranno raccontate le storie ai bambini. Infine partirà il laboratorio con i piccoli». Ma che titoli hanno questi libri? «Sono tutti della casa editrice Stampatello specializzata nel genere. Uno, ad esempio, "Perché hai due papà?" spiega come nascono i bambini dall’amore di due uomini. Poi c’è "Il bell’anatroccolo" la storia di Elmar (maschio) che scopre di essere femminuccia ed è orgoglioso di esserlo». Ci sono due papà ma ci possono essere anche due mamme. «E infatti c’è la storia di Mery e Franci che si amavano e volevano una famiglia. E siccome mancava il semino sono andate in Olanda in una clincia dove dei signori generosi le hanno donati i semini. Allora Franci si è fatta dare un semino nella clinica olandese e… l’ha messo nella pancia di Mery. Così è nata Margherita che ha due mamme». Queste educatrici, secondo il genitore, avrebbero fatto i corsi di formazione organizzati dal Comune a febbraio ( danno anche dei crediti). Ma da chi sono gestiti questi corsi? «Molto attiva è l’associazione Scosse che nel settembre scorso ha promosso un incontro con insegnanti, famiglie e simpatizzanti sul tema Educare alle differenze che poi proseguirà con un’altra appendice il 29 novembre prossimo» dice invece Costanza Signorelli «Cosa propugnano? Per loro non esistono una mamma e un papà, ma un genitore 1 e 2. E perciò la famiglia può essere tutto e il suo contrario».

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