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Un dentista su cinque è abusivo

Un dentista su cinque è abusivo

Uno studio dentistico

A Roma e provincia operano più di 1.000 dentisti abusivi. La denuncia viene dall'Associazione nazionale dei dentisti, che ha affrontato il tema in un incontro nella capitale, insieme con altre questioni come la lotta alla pubblicità aggressiva e la formazione degli odontoiatri. La tavola rotonda, coordinata dal consigliere regionale Nicola Illuzzi, ha presentato cifre ritenute preoccupanti sul fenomeno dell'abusivismo. Le stime parlano per l'Italia di 15mila professionisti abusivi, contro i quasi 57mila iscritti all'albo: più di un dentista su cinque. Gli odontoiatri non in regola operano, come ha recentemente ricordato il presidente della commissione dell'albo degli odontoiatri Giuseppe Renzo, «in condizioni igieniche precarie, con il rischio di diffusione di patologie come l'Aids o l'epatite, oltre agli ovvi danni per la salute della bocca dei pazienti».


A Roma e provincia gli abusivi sarebbero più di mille, di solito tecnici non iscritti all'albo ma in diversi casi neppure laureati. Qualche mese fa un portiere peruviano in zona Camilluccia era stato denunciato perché si era scoperto che riceveva illegalmente i pazienti nelle ore libere del lavoro. E a fine agosto i Nas hanno chiuso in città tre studi. I dentisti abusivi, ha sottolineato l'Andi, fioriscono perché hanno l'appoggio di professionisti che agiscono come semplici prestanome e incassano una percentuale degli incassi. Spesso poi i finti odontoiatri hanno molti clienti perché fanno pagare gli interventi meno rispetto ai tariffari ufficiali. Gli onorari bassi sono anche uno strumento con il quale gli studi dentistici possono farsi pubblicità, dopo le liberalizzazioni introdotte dall'ex ministro dell'Economia Pierluigi Bersani.


Ma spesso, ha spiegato Illuzzi, dietro agli annunci come «pulizia dei denti gratis» o altri slogan a effetto si possono nascondere proprio dei finti specialisti. Per questo Illuzzi ha presentato un'interrogazione alla Regione per sottolineare la necessità di sottoporre la pubblicità a maggiori controlli «per verificare l'attendibilità e la veridicità delle informazioni dirette ai cittadini». «Ci sono arrivate denunce di volantini pubblicitari consegnati fuori dalle scuole ai bambini delle elementari», ha ricordato Illuzzi. «È una pubblicità aggressiva che inganna i cittadini». Occorre invece, ha concluso, avere «regole uguali per tutti» per tutelare i pazienti e garantire una vera libera concorrenza.

 

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