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Crisi, raffica di licenziamenti

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Allarme disoccupazione

Federlazio: «Imprenditori pessimisti». Più penalizzate le donne

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Aumento della cassa integrazione ordinaria e straordinaria, poca o nessuna prospettiva di assumere da parte delle imprese. Se nel Lazio ci sono per il 2010 timidi segnali di ripresa in termini di ordini, fatturato e produzione aziendale, il vero problema, oggi, è l'occupazione che finora ha tenuto nelle piccole e medie imprese del Lazio, rispetto alle grandi, ma che rischia nel prossimo futuro un andamento in controtendenza. Da qui l'appello degli imprenditori: «Mettere la pmi al centro delle politiche dello sviluppo economico». L'indagine Federlazio sul secondo semestre 2009 registra segnali discontinui di crescita del Lazio e preoccupa sul fronte mercato del lavoro. Il dato peggiore è proprio quello riguardante la Cig ordinaria aumentata del 106,6%, insieme alla Cig straordinaria che segna +371,5% nel periodo considerato. In calo invece le esportazioni (-19.6%) e le importazioni (-11.6%). Ma a preoccupare ancora di più è l'atteggiamento degli imprenditori che mentre nel primo semestre non nascondevano un certo ottimismo, oggi si dichiarano «disorientati» e rimandano piani di investimenti a momenti migliori. Per Maurizio Flammini, presidente della Federlazio, «è vero che il Lazio continua a fare meglio del resto d'Italia, ma registriamo negli imprenditori un atteggiamento più pessimista che non fa ben sperare». Chiaro ciò che serve per il futuro: «È necessario che al primo punto nell'agenda del prossimo presidente della Regione ci sia per le imprese la questione accesso al credito, con Banca Impresa Lazio protagonista». Intanto l'Istat rileva che a soffrire maggiormente della crisi sono le donne. Nella prima giornata della Conferenza Regionale sul Lavoro sono stati diffusi dati inequivocabili: l'occupazione femminile è calata nel terzo trimestre 2009 dell'1,3% rispetto al -0,3% tra gli uomini; le donne laureate sono retribuite mediamente 7,1 euro all'ora rispetto agli 8 dei maschi.

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