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Grillo rilancia: "Ma quale fine del M5S, è solo l'inizio". Festeggia il centrodestra

Grillo rilancia: "Ma quale fine del M5S, è solo l'inizio". Festeggia il centrodestra

Il comico genovese

Beppe Grillo non ci sta a essere messo all’angolo da chi, dice, non ha nemmeno presentato il proprio simbolo in tantissimi Comuni al voto. Il comico genovese rimanda al mittente critiche e battute e rilancia: l'obiettivo è andare al governo del Paese. E se il segretario del Pd, Matteo Renzi, parla di "buoni dati", il centrodestra sorride e conferma la necessità di uno schieramento unito. Il primo a tuonare questa mattina è stato Beppe Grillo: «Il MoVimento 5 Stelle è stata la forza politica più presente a questa tornata elettorale, in 225 comuni. Gli altri partiti si sono camuffati, soprattutto il Pd che si è presentato in circa metà dei comuni rispetto al MoVimento. La maggior parte delle città sono state conquistate da ammucchiate di liste civiche, capitanate da foglie di fico, fatte ad hoc per accaparrarsi voti sul territorio nascondendo il vero volto dei partiti. Senza di loro il Pd di Renzi altro che sindaci: avrebbe faticato a mettere anche solo qualche consigliere comunale! Stiamo assistendo alla lenta scomparsa di un partito che, con nomi diversi, era radicato sul territorio dal dopoguerra». Per quanto riguarda il "non partito", ecco il bilancio del comico: «Con coerenza si è presentato in tutte le città da solo e candidando le nostre persone, senza calcoli elettorali. In molte città, come a Palermo, siamo la prima lista, abbiamo confermato Roberto Castiglion sindaco di Sarego, facciamo gli auguri al neosindaco di Parzanica e ce la giochiamo al ballottaggio in una decina di comuni, tra cui Carrara. Rispetto al 2012 abbiamo triplicato i ballottaggi (furono solo tre all'epoca) e siamo cresciuti in tutte le città in cui ci siamo presentati". Insomma, tira le somme Grillo, quella del MoVimento è una "crescita lenta, ma inesorabile". Poi avverte: "Tutti gongolano esponendo raffinate analisi sulla morte dei 5 Stelle, sul ritorno del bipolarismo, sulla debacle del MoVimento, sulla fine dei Grillini. L'hanno detto dopo le politiche, dopo le europee, dopo le regionali, dopo il referendum. Fate pure anche ora. Illudetevi che sia così per dormire sonni più tranquilli. Noi continuiamo ad andare avanti per la nostra strada".
Il comico guarda avanti: "A luglio avremo il candidato presidente della regione siciliana, a settembre avremo il candidato premier. Il 5 novembre ci saranno le regionali siciliane e ci mobiliteremo per far sì che quella splendida isola diventi la prima regione a 5 Stelle. Dopo ci saranno le politiche e l'obiettivo è andare al governo. Successi e fallimenti fanno parte della nostra storia. L'importante è non mollare mai". 
L'ex premier Matteo Renzi sceglie invece, a differenza di tanti esponenti del suo partiti, un profilo basso:
«Buoni i dati delle amministrative, adesso avanti per i ballottaggi». Poi aggiunge: «In bocca al lupo ai sindaci già eletti. Il giorno dopo delle elezioni solitamente si fanno tante analisi, chiacchiere e discussioni, come è persino naturale. Noi oggi abbiamo fatto una scelta diversa». E spiega: «Con il presidente del Lazio Nicola Zingaretti abbiamo preso una macchina e siamo saliti a Accumoli e Amatrice per fare il punto sui cantieri. Senza dirlo ai giornali, senza dirlo a nessuno. Perchè avevamo promesso che saremmo stati vicini a questi nostri connazionali anche a telecamere spente. Ed è quello che stiamo continuando a fare. In questi luoghi bisogna andare il giorno dopo delle elezioni, non in campagna elettorale. E continuare a lavorare, passo dopo passo, perché la vita riparta davvero. Avanti, insieme», conclude Renzi. Festeggia Forza Italia. «Una Lega forte, una Forza Italia forte, Fratelli d'Italia forti, e tutti i movimenti civici e gli schieramenti che si riconoscono nella nostra area possono dare vita a un centrodestra vincente» sottolinea Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera, parlando a Montecitorio. «Il centrodestra vincente è il famoso quadrifoglio: i tre petali dei principali partiti e il quarto petalo che è quello dei movimenti che si riconoscono nei valori e nei programmi del centrodestra unito. Rivendicare la leadership ogni cinque minuti serve a poco, se non a delle auto-rassicurazioni. Anche perché noi pensiamo che un leader ci sia: ed è Berlusconi», conclude.

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