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CASTA ITALIA

Nel 2016 i senatori hanno lavorato in assemblea solo 3 ore al giorno

Nel 2016 i senatori hanno lavorato in assemblea solo 3 ore al giorno

I deputati sono tornati al lavoro ieri dopo diciotto giorni di riposo. I senatori sono stati più fortunati: i lavori a Palazzo Madama riprendono solo oggi dopo diciannove giorni per le vacanze di Natale. Qualcuno potrebbe dire che si sono meritati questa lunga pausa dopo un anno di dura fatica. Purtroppo le statistiche ufficiali dei due rami del Parlamento dicono altro.

Nel 2016, in media, hanno lavorato in assemblea solo 4 ore al giorno (circa 5 ore i deputati, 3 ore i senatori). Si tratta di un dato sicuramente generoso, perché suppone che i parlamentari abbiano partecipato a tutte le sedute delle due assemblee, su cui è più che legittimo dubitare. Il 2016 è stato anche l’anno meno proficuo di questa legislatura, sia in termini di sedute effettuate che di ore lavorate.

Ma vediamo i dati nel dettaglio, pubblicati sui siti istituzionali del Parlamento. Analizziamo prima la Camera dei deputati. Nel 2016 l’assemblea di Montecitorio si è riunita 172 volte (il dato è aggiornato al 16 dicembre, quindi tiene conto praticamente di quasi tutte le sedute, visto che l’ultima si è tenuta il 21 del mese scorso). Nel 2015 i deputati si erano riuniti 186 volte, nel 2014 addirittura 210. Significa che lo scorso anno gli onorevoli, su 365 giorni si sono concessi 193 giorni di «riposo». E anche quando si sono recati alle sedute dell'assemblea lo sforzo non è stato enorme. La Camera si è riunita 830 ore e 44 minuti (1.077 ore nel 2015 e 1.060 ore nel 2014). L'impegno medio per singola sessione, quindi, è stato di 4,8 ore. Ben al di sotto delle otto ore lavorative dei comuni mortali.

Nello specifico, le ore di sedute per «attività legislativa» sono state 474 di cui 134 per «discussioni generali» e 340 per «esami di articolo e voto finale». Altre 250 ore se ne sono andate per «attività di indirizzo e controllo», e 105 per «altre attività» quali gli esami di documenti licenziati dalla giunta per le autorizzazioni e procedimenti elettivi.

Il Senato invece ha fatto solo apparentemente meglio. Vediamo perché. Lo scorso anno Palazzo Madama ha tenuto 180 sedute (188 nel 2015, 210 nel 2014). Ma la durata dei lavori è stata bassa: in tutto solo 556 ore per un impegno medio per singola sessione di appena 3 ore. Viene il sospetto che i senatori si fossero già rassegnati a scomparire a causa della riforma costituzionale voluta da Renzi e poi bocciata dal voto popolare.

A onor del vero, bisogna anche considerare che i dati fin qui riportati tengono in considerazione solo le attività delle due assemblee nel suo insieme e non considerano il lavoro svolto dalle singole commissioni parlamentari dove siedono i deputati e i senatori. I numeri, in questo caso, andrebbero scorporati e non sarebbero più omogenei. Resta il fatto che le due Camere l’anno scorso si sono impegnate al ribasso.

Quelle che non sono mancate sono le interpellanze e le interrogazioni, 95 sedute sono state dedicate proprio a questo (85 nel 2015). Le votazioni con metodo elettronico, infine, sono state 5.375 (nel 2015 erano state 7.516). Discorso a parte è quello della produttività dei singoli gruppi parlamentari, su cui l’associazione «Openpolis» stila ogni anno report dettagliati. Il gruppo più produttivo si è confermato anche nel 2016 la Lega Nord, sia alla Camera che al Senato. Male Pd e Forza Italia a Montecitorio, rispettivamente al nono e all'undicesimo posto. A metà classifica i Cinque Stelle.

A conti fatti, non c'è da stupirsi se i due rami del Parlamento «lavorano» a ritmo ridotto. D'altronde ogni momento è buono per andare in ferie. L'astinenza di Natale e Befana è solo l'ultimo esempio. Questa estate il Parlamento, tra agosto e settembre, si è preso 40 giorni di ferie. A nulla sono valse le proteste dei Cinque Stelle che hanno chiesto di far ripartire i lavori dell'Assemblea insieme a quelli delle commissioni che hanno riaperto una settimana prima. Ecco così che tra estate e festività natalizie deputati e senatori sono riusciti a starsene a casa due mesi tondi tondi. E alla ripresa dei lavori sanno già che nessuno chiederà loro di fare gli straordinari.

La seduta della Camera di ieri, ad esempio, è stata fissata alle 15,30. E oggi il Senato aprirà i lavori alle 16,30 con l'informativa del ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Deputati e senatori erano troppo stanchi per presentarsi di mattina? 

 
 

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Commenti

  • Luigi

    MAZZEO

    19:07, 10 Gennaio 2017

    Grandi capacità risolutive associato a grande acume politico,per cui in poche ore viene espletato il lavoro di un anno di un operaio in fabbrica !

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