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NAPOLI - «La Cassa di previdenza dei ragionieri ha varato il regime contributivo a capitalizzazione.


Lo ha annunciato Paolo Salvadori, presidente dell'Ente previdenziale dei ragionieri commercialisti, dopo l'approvazione del progetto di riforma strutturale del sistema pensionistico votato dal comitato dei delegati quasi all'unanimità (con soli due voti contrari ed uno astenuto). «Questo provvedimento - ha aggiunto Salvadori - non entra in conflitto ne con l'unificazione dell'albo tra dottori e ragionieri, ne con un'eventuale fusione delle rispettive Casse previdenziali. Anzi, ne agevola il percorso. Peraltro in sede di unificazione potrebbe essere mitigato il meccanismo della capitalizzazione pura con un sistema contributivo, comunque sostenibile, perché non vi sarebbe scarsa correlazione tra contributi e prestazioni». «Questa è una riforma - ha detto il numero uno della Cassa ragionieri - che si muove sul doppio binario dell'efficienza finanziaria (con l'azzeramento del debito) e con il minimo impatto sui pro-rata previdenziali dei 36mila iscritti.
La fuoriuscita dai sistemi a ripartizione, soprattutto laddove il rapporto contribuzioni/prestazioni è molto basso, si presenta come ineludibile. Il nuovo sistema entrerà in vigore dal prossimo 1° gennaio 2004 e prevederà un'aliquota soggettiva tra l'otto e il quindici per cento che, a differenza del precedente contributo, sarà accreditato agli iscritti, consentendo loro una pianificazione previdenziale e tributaria. La manovra si conclude - ha aggiunto Salvadori - con l'aumento del contributo integrativo dal 2 al 4%». Altri provvedimenti votati nella delibera di riforma sono l'ampliamento dell'arco temporale da venti a ventiquattro anni per il calcolo della media dei redditi utili per la pensione «contributiva» e per quella di anzianità, oltre a un contributo di solidarietà dello 0.5% da destinare al fondo di assistenza integrativa per invalidità, inabilità e premorienza. «L'attuazione del nuovo sistema previdenziale - ha evidenziato il presidente della Cassa - è stata resa possibile anche attraverso un programma itinerante di confronto e valutazione del Consiglio d'Amministrazione (Paolo Saltarelli, Giuseppe Ambrosecchia, Michele Stefano Busi, Vito Fontana, Giulio Gatto, Sergio Mario Ghisoni, Raffaele Giglio, Luigi Ielo, Mauro Lucaferri e Luciano Savino) coi propri iscritti e gli organismi regionali di categoria, spiegando a tutti che si trattava di un progetto di riforma destinato a dare stabilità di lungo periodo al fondo.

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