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LA PRIMA VOLTA

Cattaneo e le uscite di palazzo San Macuto

L'aula di Palazzo San Macuto non è mai stata così piena. Nonostante il caldo torrido ci sono solo posti in piedi. I commessi sono costretti a portare decine di sedie prendendole dal corridoio. Oltre ai membri della Vigilanza ci sono moltissimi parlamentari. L'onorevole Ignazio La Russa (An) è venuto a sentire il suo giovane amico manager che ha fatto un'ottima carriera. Anna La Rosa, direttore dei Servizi Parlamentari della Rai (le sue, uniche telecamere ammesse), in un impeccabile tailleur gessato nero, sfida i trenta gradi. Cattaneo è nervoso quando la presidente-giornalista Annunziata espone la sua lunga relazione sull'azienda. Poi quando prende la parola, si scioglie e sintetizza il suo pensiero con una evidente «r» alla francese e un linguaggio da top manager tecno-anglofono. Alla fine, sudato ma soddisfatto, si alza e chiede istintivamente di uscire dal retro (come molti suoi predecessori hanno fatto quando non volevano rilasciare dichiarazioni). Qualcuno gli suggerisce che invece sarebbe meglio la porta principale, proprio per smentire chi afferma che «ha paura» dei giornalisti. Così SuperCattaneo, imbarazzato e poco convinto, esce e affronta l'orda assatanata dei rappresentati della stampa, scortato dai suoi collaboratori. Qualcuno si avvicina e azzarda una domandina facile facile, del genere: «Come è andata?». Risposta: «Tutto bene così». Poi la fuga verso la vettura blu. Anzi, prima meglio accendersi una sigaretta. Anche questa è finita.
Giu.Cer.

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