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Università, un anno comune a tutte le facoltà

Lauree di primo e secondo livello. Tornano il numero chiuso e le selezioni per l'accesso

Dopo la scuola dell'obbligo ora anche l'Università volta pagina. Cambiano, dopo nemmeno quattro anni, i percorsi di studio negli atenei. Si modifica infatti l'attuale sistema del 3+2 - consistente in un primo triennio (laurea) e un bienno successivo (laurea specialistica) - introdotto nel '99 con la riforma del centrosinistra «prodiano». Nasce il percorso a «Y»: ogni facoltà avrà un primo anno comune a tutti gli studenti e poi due percorsi separati: si sceglie se optare cioè per il biennio destinato a fornire competenze professionali (in modo da poter entrare subito nel mercato del lavoro) o, invece, per quello «metodologico», cioè di tipo teorico. Chi sceglie quest'ultimo tipo di percorso è destinato a proseguire nel biennio di specializzazione. Le lauree saranno di primo livello (1+2) e di secondo livello (1+2+2). E dovrebbe essere garantita la possibilità di passare da un ramo all'altro della «Y».
Ma non è questa la sola novità della rivoluzione targata Moratti. Si parla di criteri nuovi per la selezione degli aspiranti universitari. Ci saranno cioè selezioni più dure per l'ingresso negli atenei, una sorta di numero chiuso. E le varie università potranno anche stabilire meccanismi di selezione per l'accesso ai due bienni, in base ai quali consentire oppure no agli studenti di proseguire gli studi. È previsto infine un percorso unitario per Giurisprudenza (1+4): per le professioni legali cioè non è prevista nessuna laurea di primo livello. Resta inalterato invece il ciclo delle facoltà di odontoiatria, medicina, veterinaria e architettura (regolate da norme europee).
La riforma dell'istruzione universitaria sarà trasmessa subito dal ministro Moratti al Cun (Consiglio universitario nazionale), al Cnvsu (Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario), alla Crui (Conferenza dei rettori delle Università italiane) e alla Corte dei conti. E verrà presentata a uno dei prossimi consigli dei ministri. Ma già fa discutere.
Qualcuno parla infatti di «lauree di serie A e di serie B». Ma è pur vero che il trend attuale è quello di snobbare le «lauree brevi» e proseguire gli studi fino al completamento. Si rischia perciò un'inflazione di lauree di secondo livello.
Questa la sintesi di come sarà la nuova università.
Primo anno. Si studiano le discipline di base. Si conclude con gli esami, che fanno acquisire i crediti necessari per proseguire con lo studio.
Laurea professionalizzante. Di due anni, non dà il titolo di dottore.
Laurea metodologica. Il corso è di quattro anni: il primo biennio crea le basi per la specializzazione degli ultimi due anni.

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