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La Macchina del Politicamente Corretto

Il Benito immaginario degli antifascisti nel pallone

Il Benito immaginario degli antifascisti nel pallone

Ma se qualche demente vestisse di biancazzurro Cristo in croce, il presidente della repubblica, il presidente del consiglio, le prime pagine dei giornali e dei telegiornali, denuncerebbero indignati l'oltraggio blasfemo, imporrebbero la lettura negli stadi e nelle scuole del Vangelo sulla Crocifissione? Non credo. E non è un'ipotesi del tutto immaginaria, perché mille volte rockstar, tifoserie, giornali satirici, gay pride e via dicendo, hanno preso in giro Gesù, la Madonna e tutti i Santi e li hanno derisi e bestemmiati. E la cosa è passata inosservata. Viviamo ormai da giorni sull'onda di un gesto cretino di quattro dementi che hanno usato la foto di Anna Frank per prendere in giro le tifoserie opposte. La reazione a un gesto irrispettoso e demente è stata dieci volte, mille volte superiore rispetto a chi commette un atroce assassinio e magari non viene adeguatamente punito.

Le parole, gli atti simbolici contano più degli atti e dei crimini veri e propri. Anzi solo certe parole, solo certi atti simbolici. Senza dire che alla condanna segue puntuale la denuncia che l'antisemitismo sta crescendo in Italia, siamo alla vigilia di una marcia nazista e razzista, massima mobilitazione per un pericolo alle porte. L'apice poi si raggiunge se dopo quattro giorni di indignazione, mobilitazione e denuncia, ti capita un bell'anniversario come quello di oggi sulla Marcia su Roma e magari intervistano il presidente dell'Anpi, l'associazione dei partigiani, Smuraglia. Come è accaduto a la Repubblica. E allora accade di scoprire dalla viva voce dello Smuraglia una cosa sorprendente: in tema di fascismo e di antifascismo, di campi di sterminio e di razzismo in Italia “c'è un silenzio assordante”. Mi stropiccio gli occhi e rileggo la frase; sull'assordante ci siamo, ma il silenzio? Ritorno alle righe precedenti e verifico se sta parlando del comunismo, di cui in questi giorni ricorre il centenario della nascita e tutti parlano della rivoluzione bolscevica e nessuno delle conseguenze tragiche per il mondo di quella data che portò il comunismo al potere. Il regime che è costato in assoluto più vittime, che ha oppresso in assoluto più popolo, per più tempo, in più continenti. E che non è morto, se si considera che un piccolo paese di un miliardo e trecento milioni d'abitanti ha celebrato in questi giorni il congresso del Partito Comunista al potere, che è naturalmente il partito unico di quel paese sterminato (in tutti i sensi). No, quello Smuraglia lì, parlava del fascismo, di cui notoriamente non si parla mai, nei media e nemmeno in Parlamento...

Il presidente dell'Anpi che auspica divieti per tutti, carcere, obblighi di lettura, anzi letture forzate, alla fine chiede che per il 28 ottobre ogni anno di qui all'eternità si faccia una giornata dell'informazione per somministrare a tutti la Verità Assoluta e indiscutibile, per raccontare la storia dell'orco in bianco e nero, buoni e cattivi.

Non si rendono conto che sono posizioni come queste, campagne assordanti - ma davvero assordanti - come queste che generano nausea e rigetto nel paese, voglia di silenzio e di evasione nella maggioranza degli italiani e voglia di trasgressione in una piccola minoranza. Fino a trovare sempre quel gruppetto di dementi organizzati che decide di compiere l'eroico gesto di prendere in giro una bambina morta nei campi di concentramento e di “voltare in caciara” un evento tragico, famose du' risate sulla tifoseria contrapposta... E infatti il presidente dell'Anpi deve mestamente riconoscere che in Italia nonostante questa cura intensiva, l'antifascismo non ha attecchito nelle popolazioni e quindi bisogna aumentare le dosi di somministrazione...

Intanto il paese è disteso a tappetino sotto la Macchina del Politicamente Corretto, non si arresta davanti a niente, dichiara solennemente guerra a quattro fessi tifosi, mobilita piazze, scuole e saperi. E nessuno può osare di obbiettare qualcosa. Er valoroso popolo de sinistra marcia indignato contro la Marcia su Roma. Quando è successo, chiede il bambino? 95 anni fa. Ecco come rendere grottesca la storia. In questo paese, in cui la demenza è andata al potere, anche accademico, viene istituita a Torino, la cattedra di Storia dell'Omosessualità. Poi seguirà una cattedra di fisica e poi di chimica dell'omosessualità, a cui seguirà la cattedra di teologia dell'omosessualità per dimostrare che Dio è lesbico e predilige i transgender. Sic trans gloria mundi. Ma si, spariamoci una bella marcia gay su Roma contro il pericolo fascista-laziale alle porte, con Lotito al posto di Benito.

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