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Bioshock Infinite: il videogioco fra sogno, arte e realtà

Un titolo davvero imperdibile: tanta esplorazione, colpi di scena e una componente grafica unica.

Bioshock Infinite: il videogioco fra sogno, arte e realtà

Bioshock Infinite

Dopo l'indiscusso successo dei primi due episodi della serie Bioshock, ecco arrivare sul mercato un'avventura tutta nuova, che stravolge l'ambientazione sottomarina del passato, catapultando il giocatore in una città fra le nuvole. In questo luogo fantastico, perfezione e ordine sembrano essere l'unico credo, ma la realtà è ben lontana da ciò che realmente si vede e il marcio di una società corrotta verrà presto alla luce. Costa del Maine, anno 1912. Un uomo, Booker DeWitt, ex agente della Pinkerton, deve saldare un debito che può valergli la vita. Un compito apparentemente banale: riportare a casa una ragazza di nome Elizabeth. Da questo punto di partenza molto semplice, si dirama una storia fantastica, a filo tra sogno e realtà che porterà i giocatori a scoprire una città tra le nuvole di nome Columbia. Questa metropoli futuristica che galleggia tra i cieli grazie all'ausilio di alcuni palloni aerostatici e leggi di fisica quantistica, oltre che simbolo della potenza emergente del Nord America, si rivelerà essere un vero e proprio microcosmo di ideali estremi, poteri corrotti e disillusione dell'umanità. Un mondo che fa dell'apparenza un vero e proprio scopo, ma che in realtà, si scoprirà nascondere idee torbide e malate nelle sue viscere. Grazie alla cura per i dettagli che il team di sviluppo di Irrational Games ha studiato e riprodotto sullo schermo in maniera certosina, esplorare la città tra uno scontro e l'altro, soffermarsi ad origliare i dialoghi tra le persone in strada, scrutare i cartelloni pubblicitari o di regime, guardare i video propagandistici o più semplicemente ammirare la struttura architettonica dei palazzi, giocare e vivere l'avventura su Columbia è un'esperienza incredibilmente profonda. Un trattamento che serve per capire meglio le dinamiche sociali nella quale il protagonista si troverà coinvolto. Da una parte i Fondatori capitanati dal loro profeta, Zachary Hale Comstock e dall'altra i Vox Populi che parlano per voce del loro capo Daisy Fitzroy. I primi ricoprono un ideale di americano puro, idolatrano così tanto i padri fondatori degli Stati Uniti d'America tanto da farli diventare una religione e sono certi della supremazia di una razza pura dedita all'industrialismo e alla ricchezza. Gli altri costituiscono un movimento clandestino che sostiene la classe operai e le minoranze colpite dalla bieca visione su cui Columbia è stata fondata, con rivolte armate. Una guerra di classe, ma che non fa altro che rispecchiare quelle che, tanto in quel periodo quanto al giorno d'oggi, si rivela la realtà di alcuni paesi. Una trama che bisogna ammettere non essere facile, ma decisamente criptica e volutamente contorta, intrisa di concetti decisamente americani tali da richiedere una conoscenza minima della storia statunitense dei primi del '900.  Per quanto riguarda il gameplay nudo e crudo, Bishock Infinite non è portatore di particolari innovazioni. Al classico lato shooter, tra pistole, fucili e mitragliatori, fanno capolino i poteri speciali che permettono di superare gli ostacoli più impegnativi e le sfide più difficili. Questa volta non ci sono i Plasmidi (incontrati nei precedenti capitoli della saga) ma i tonici Vigor, identici sia nel concetto che nel funzionamento: sono otto in tutto e possono essere utilizzati per colpire direttamente il nemico, oppure in maniera alternativa e più tattica, creando delle trappole sul campo di battaglia in un tripudio di energia e distruzione. A questo proposito il giocatore dovrà essere sempre rifornito di sali per poter utilizzare le abilità speciali in combattimento, così come di energia per resistere ai colpi inferti dai nemici. L'interfaccia di Infinite è molto semplice e lascia libera la visuale al giocatore che non ama avere troppi indicatori o elementi di contorno a schermo. L'armamentario comprende un buon numero di bocche di fuoco, tutte personalizzabili con caricatori più capienti e incrementatori di danno, acquistabili dai distributori appositi. Gli incontri si strutturano in quelle che si possono definire delle piccole aree delimitate fra le nuvole, a volte strutturate su più livelli e talvolta costellate da diversivi, come le fratture temporali che richiamano torrette e rifornimenti, oppure la Sky-line, una sorta di trasporto automatizzato che permette di spostarsi da una piattaforma galleggiante all'altra della città, con la possibilità di atterrare anche sopra o in prossimità dei nemici, per un attacco a sorpresa. Mancano all'appello i mini-giochi presenti nei primi due capitoli di Bioshock: elemento che contraddistingueva fortemente il titolo di 2K Games ma che è sempre risultato fortemente di contorno. Le lunghe esplorazioni sono costellate dagli immancabili nastri registrati, i Voxofoni, che raccontano nei dettagli la storia di Columbia e dei suoi abitanti. Proseguendo fino alle ultime aree di Columbia e giocando al massimo livello di difficoltà si incontrerà un notevole aumento della sfida specialmente negli incontri finali, con eventi che potrebbero costringere anche i giocatori più in gamba a rivedere le impostazioni di gioco. Dal punto di vista tecnico Bioshock Infinite è uno di quei titoli in cui scindere la componente tecnica da quella artistica è veramente impossibile. Il lavoro del team di sviluppo si è concentrato tutto sulla realizzazione di un mondo vibrante, colmo di dettagli, caratterizzato anche da un'enorme varietà: dalle stradine che circondano la piazza del mercato, alla spiaggia dell'enorme Battleship Bay, una nave militare su cui è stato costruito un mare artificiale, in cui sguazzano donzelle in costume intero. Gli sforzi dei programmatori, da questo punto di vista, sono perfetti, ed ovviamente il colpo d'occhio è supportato da un comparto tecnico decisamente solido per quanto riguarda modellazione poligonale. In ogni caso non bisogna aspettarsi il fotorealismo dei titoli odierni: qui è l'arte a dettar legge ed ogni scorcio è più simile ad un dipinto ottocentesco piuttosto che ad una fotografia digitale ad alta risoluzione. Rimane comunque di ottimo livello la texturizzazione, così come la costruzione dettagliata delle animazioni facciali, che rendono vivi modelli leggermente tendenti a "cartoon", o più facilmente alla cartolina patinata. In conclusione Bioshock Infinite si è rivelato essere un gran gioco dalle splendide ambientazioni, con una storia solo all'apparenza semplice ma in realtà estremamente complessa e profonda e con un cast di personaggi assolutamente affascinanti. Senza dubbio questo titolo è diretto ad un pubblico maturo che non si fermerà solo al lato divertente ma sarà in grado di capire, scoprire ed amare le mille e una sfaccettature offerte. Bioshock Infinite è disponibile per Pc, Xbox 360 e PlayStation 3.

GIUDIZIO SINTETICO

GRAFICA: 9,5
SONORO: 9,5
GAMEPLAY: 9
LONGEVITA'9

VOTO FINALE: 9,2

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