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NEL MAR DEL GIAPPONE

La Corea del Nord lancia un altro missile e la tensione sale

Il razzo di Kim abbattuto dalla Cia

La Corea del Nord ha compiuto un nuovo test di un missile balistico, sfidando la comunità internazionale e mettendo alla prova il nuovo governo della Corea del Sud, dove martedì 9 maggio è stato eletto presidente Moon Jae-in, favorevole al dialogo con Pyongyang. Moon, parlando davanti al Consiglio nazionale di sicurezza ha segnalato che un dialogo con Pyongyang «sarebbe possibile solo se la Corea del Nord cambiasse il suo atteggiamento».

Il nuovo lancio, da parte del regime guidato da Kim Jong-Un, giunge in un periodo di insistenti appelli della comunità internazionale, Cina compresa, a fermare i programmi nucleari e missilistici, soprattutto in considerazione della crescente tensione con gli Stati Uniti guidati dal presidente Donald Trump. E giunge anche in coincidenza con la celebrazione a Pechino del forum sulla nuova via della seta, a cui partecipano una trentina di leader da tutto il mondo, compresi il presidente russo Vladimir Putin e il segretario generale delle Nazioni unite Antonio Guterres, nonché il premier italiano Paolo Gentiloni.

Il missile è stato lanciato alle 5.27 ora locale, le 22.27 ora italiana di ieri, dalla località di Kusong, nel nordovest della Corea del Nord, e ha percorso fra 700 e 800 chilometri prima di cadere nelle acque del Mar del Giappone, secondo quanto ha comunicato lo Stato maggiore congiunto della Corea del Sud. Le autorità di Seul ritengono che il test si sia concluso con successo, vista la distanza percorsa dal missile, mentre il Giappone ha fatto sapere tramite il suo ministero della Difesa che il missile ha raggiunto l'altitudine massima di 2mila chilometri, il che fa pensare a un proiettile di medio raggio.

Trump «non può immaginare che la Russia sia contenta», ha fatto sapere poco dopo la Casa Bianca, dal momento che il missile è caduto «più vicino alla Russia che al Giappone». Un portavoce del Cremlino, parlando a margine della visita di Putin a Pechino, aveva subito reagito dicendo che il presidente russo era preoccupato dal test missilistico, ma nel pomeriggio il ministero della Difesa di Mosca ha fatto sapere che il missile balistico non ha costituito alcuna minaccia per la Russia. I sistemi di allerta missilistica russi hanno rilevato il lancio intorno alle 23.30 (le 22 ora italiana) del 13 maggio e hanno tracciato il missile per 23 minuti prima che si schiantasse nel Mare del Giappone, circa 500 chilometri al largo della costa russa, ha fatto sapere Mosca.

Condanna da Corea del Sud, Usa, Giappone e Cina. Il nuovo presidente sudcoreano, Moon, ha definito il test «una grande sfida». Inoltre Seul e Washington hanno analizzato la situazione e discusso di possibili risposte in una conversazione telefonica tra il direttore nazionale sudcoreano della sicurezza, Kim Kwan-jin, e il suo omologo Usa, H.R. McMaster, che hanno espresso una condanna congiunta del lancio. Quanto al Giappone, il premier Shinzo Abe ha detto che il test è «assolutamente inaccettabile» e ha aggiunto che Tokyo continuerà a lavorare con Seul e Washington per rispondere alle provocazioni della Corea del Nord. Anche la Cina, l'unico alleato di Pyongyang, è intervenuta tramite il suo ministero degli Esteri per condannare il lancio, criticando «la violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite» da parte di Pyongyang e chiedendo «moderazione a tutte le parti per non aggravare ancora di più le tensioni nella regione». E pure l'Unione europea ha reagito al test, definendolo «una minaccia per la pace internazionale e la sicurezza» e tornando a chiedere a Pyongyang di abbandonare i programmi di missili balistici.

Il regime di Kim Jong Un, dal canto suo, in un editoriale del quotidiano Rodong Sinmun, pur senza fare riferimento esplicito al test ha affermato che continuerà a portare avanti il suo «poderoso programma di auto-difesa» davanti al «crescere della pressione imperialista degli Stati Uniti e dei suoi seguaci». Si tratta dell'ultimo di una lunga serie di test: lo scorso 12 febbraio, dalla stessa base aerea di Kusong era stato lanciato il missile balistico di medio raggio Pukguksong 2 (che in coreano vuol dire Stella polare-2), e quel test fu dichiarato di successo; seguirono altri tre test falliti con missili balistici nel mese di aprile, l'ultimo dei quali il 29 aprile da Bukchang, nella provincia centrale di Pyongan Meridionale.

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