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ISIS TORNA A COLPIRE

Capodanno di terrore a Istanbul 39 morti in discoteca, nessun italiano
In fuga l'attentatore vestito da Babbo Natale

Capodanno di terrore a Istanbul 39 morti in discoteca, nessun italianoIn fuga l'attentatore vestito da Babbo Natale

Terrore a Istanbul nella notte di Capodanno. È di almeno 39 morti, solo 21 gli identificati al momento, di cui 15 o 16 stranieri ma nessun italiano, e decine di feriti il bilancio dell'attacco che ha colpito all'1.15 ora locale la discoteca Reina, sulle rive del Bosforo, nel quartiere di Ortakoy che si trova nella parte europea della città. Lo ha riferito il ministro dell'Interno turco Suleyman Soylu. Un assalitore, con armi pesanti, ha aperto il fuoco prima sul poliziotto che era di guardia davanti al locale, uccidendolo, e poi all'interno. Tra le 15 vittime straniere ci sono anche cittadini di Paesi arabi. Lo ha riferito il ministro della Famiglia turco, Fatma Betul Sayan Kaya, specificando che si tratta di sauditi, marocchini, libanesi e libici. A questi si aggiunge, riferisce il ministero degli Esteri israeliano, una ragazza arabo/israeliana, la 19enne Lian Zaher Nasser mentre alcune sue amiche risultano ferite.

Il governatore di Istanbul, Vasip Sahin, ha definito l'accaduto un «attacco terroristico». Il primo commento del presidente Recep Tayyip Erdogan è stato: "L'attentato è stato realizzato da chi punta seminare il caos in Turchia. La Turchia è determinata a continuare a combattere fino alla fine contro il terrorismo e fare qualunque cosa sia necessaria per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e assicurare la pace nella regione".

Inizialmente si era parlato di due assalitori. L'emittente CnnTurk riporta che, secondo alcuni testimoni, chi sparava era travestito da Babbo Natale. L'agenzia di stampa turca Dogan riporta alcune testimonianze secondo cui chi sparava «parlava arabo», ma la notizia non risulta confermata e al momento l'attacco non è stato rivendicato.
Secondo quanto ha raccontato un cameriere del club al quotidiano turco Hurriyet, nella discoteca si trovavano circa 600 persone, che festeggiavano l'arrivo del 2017: molti si sono buttati nel Bosforo per salvarsi e la guardia costiera è entrata in azione per salvarli.

Il Reina è un locale noto frequentato dall'alta società di Istanbul: fra i clienti ci sono spesso celebrità, calciatori e imprenditori. Il proprietario, Mehmet Koçarslan, ha riferito al giornale Hurriyet che «gli Usa avevano avvertito di un attacco del genere circa una settimana o 10 giorni fa ed erano state adottate misure», ma ha aggiunto che non è stato possibile evitare un attacco del genere. 

Non si sono fatte attendere le condanne internazionali. Il presidente Usa Barack Obama, dalle Hawaii dove si trova in vacanza, ha porto le condoglianze e dato al suo team istruzioni per offrire l'aiuto degli Stati Uniti alle autorità turche. L'Alta rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, ha scritto su Twitter: «Il 2017 comincia con un attacco a Istanbul. I nostri pensieri sono con le vittime e i loro cari. Continuiamo a lavorare per evitare queste tragedie». Sempre su Twitter si espresso il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: «Tragico inizio del 2017 a Istanbul. I miei pensieri sono con le persone colpite dall'attacco su chi celebrava il Capodanno e con il popolo turco».

Durante le celebrazioni di Capodanno a Istanbul sono stati dispiegati 25mila agenti, in conseguenza dei diversi attentati che hanno colpito il Paese nel 2016, dei quali sono stati accusati perlopiù Isis e Pkk e in cui sono morte almeno 275 persone. Gli ultimi attacchi risalgono al 10 dicembre e al 19 dicembre. Giorno 10 due kamikaze si fecero esplodere nella zona dello stadio del Besiktas, uccidendo 44 persone. Giorno 19, invece, l'ambasciatore russo Andrei Karlov fu ucciso a colpi d'arma da fuoco ad Ankara dal poliziotto fuori servizio Mevlut Mert Altintas, poi a sua volta ucciso dagli agenti, mentre il diplomatico teneva un discorso all'inaugurazione di una mostra; dopo avere sparato, l'assalitore gridò che l'omicidio era una vendetta per il coinvolgimento russo nel conflitto nella città siriana di Aleppo.

Da mesi la Turchia porta avanti nel nord della Siria l'operazione denominata "Scudo dell'Eufrate", contro l'Isis e contro il gruppo curdo Pyd che Ankara accusa di legami con il Pkk. Turchia e Russia, inoltre, hanno mediato l'ultima tregua in Siria, spianando la strada per colloqui di pace fra il regime di Bashar Assad e i ribelli che dovrebbero tenersi ad Astana, in Kazakistan.

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