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LE SCELTE DEL GOVERNO

Addio Equitalia Si bruciano 700 miliardi

Rottamazione di tutte le cartelle in sospeso. Il decreto fiscale individua le modalità per il condono delle pendenze con il fisco

Addio Equitalia Si bruciano 700 miliardi

Equitalia sarà sostituita dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione

Secondo i calcoli di Equitalia il magazzino di cartelle in attesa di essere riscosse vale circa 700 miliardi di euro. Si tratta solo di una stima ufficiosa ma è una cifra mostre che però va sfoltita di tutta una serie di poste come i debitori deceduti, i fallimenti e le autotutele ovvero il contenzioso pendente. Alla fine il valore che sarà oggetto della sanatoria scende a circa 51 miliardi, trenta dei quali relativi a Irpef e Ires, 11 i crediti Inpse 5,1 relativi a imposte regionali e comunali nelle quali sono conteggiati il bollo auto e le multe stradali. Su questa massa dunque parte la rottamazione chiamata nel dl fiscale «definizione agevolata» che è collegata allo scioglimento di Equitalia. La spa che h gestito la riscossione sparirà a partire dal primo luglio del prossimo anno per essere sostituita dalla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, ente pubblico economico sottoposto alla vigilanza del Mef e presieduto dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, ma su cui avrà voce in capitolo anche la presidenza del Consiglio. Lo statuto verrà infatti approvato con decreto di Palazzo Chigi, su proposta del Mef.

Nel decreto che di fatto annulla Equitalia così come conosciuta fino ad oggi arriva anche la rottamazione delle cartelle, Iva e multe comprese, evidentemente superati gli intoppi legati alla natura europea dell'imposta sul valore aggiunto e al rapporto con gli enti locali che gestiscono le sanzioni al codice della strada. Un’operazione, da cui il governo punta ad incassare nel 2017 2 miliardi di euro, e che è stata finora al centro della polemica politica per la somiglianza ai condoni del passato. Accuse da sempre respinte dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, e rimandate al mittente anche da Matteo Renzi.

Nel decreto non c’è «condono, - ha puntualizzato il premier - ma si dice che non si pagano gli interessi che sono stati aumentati talvolta al doppio o al triplo in modo scandaloso». Più incerto il futuro dei dipendenti di Equitalia che dovrebbero passare nella nuova Agenzia previa prova di selezione. Un concorsone insomma che ha allarmato i 7 mila dipendenti della società di riscossione. A tranquilizzarli è arrivato il viceministro dell’Economia, Enrico Zanetti che che ha detto: «Ritengo doveroso tranquillizzare i dipendenti. Le norme sono chiare: il passaggio nel nuovo ente pubblico economico sarà per tutti senza soluzione di continuità e nel mantenimento delle posizioni giuridiche e contrattuali». Zanetti ha aggiunto che «se sarà opportuno migliorare il testo su questo punto per renderlo ancora più chiaro, lo faremo insieme al Parlamento, ma tengo a ribadire che è un punto fermo e so di dire qualcosa che è condivisa da tutto il Governo». Zanetti nella sua nota ha ricordato che i dipendenti di Equitalia «sono da sempre al centro di attacchi vergognosi da parte di forze politiche irresponsabili ed è normale che vivano certi passaggi con apprensione. Noi sappiamo perfettamente che i primi ad essere contenti di una riforma della riscossione in senso meno vessatorio rende felice anzitutto chi, come loro, deve applicare le regole che Governo e Parlamento decidono».

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