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Crisi mutui, Ubs e Citigroup in difficoltà

Allarme utili dei due colossi del credito. Ma Strauss-Kahn (Fmi) è ottimista: «Mercati sotto controllo»

La frase, rassicurante, è però arrivata in contemporanea con la notizia secondo la quale dalla Svizzera all'America, e nell'arco di poche ore, i mercati hanno visto due colossi finanziari pagare cara la leggerezza con cui hanno concesso prestiti e comprato prodotti derivati legati ai mutui. Prima è arrivato l'annuncio del gruppo bancario elvetico Ubs che ha avvertito che il terzo trimestre si concluderà con perdite lorde comprese tra 600 e 800 milioni di franchi svizzeri (360-480 milioni di euro), causa la svalutazione di asset per un valore totale di 4 miliardi di franchi svizzeri. Poche ore dopo, è stata la volta della rivale americana Citigroup, che ha lanciato un allarme utili, sulla scia di svalutazioni di asset per un valore superiore ai 3 miliardi di dollari.
Chi aveva dubbi sull'incidenza negativa che la crisi dei mutui subprime avrebbe prodotto sui risultati di bilancio dei giganti finanziari si è dovuto così ricredere. Eppure il nuovo numero uno del Fmi ha escluso qualunque tipo di contraccolpi sull'economia mondiale. «La turbolenza dei mercati finanziari appare sotto controllo. Il merito va alle banche centrali che hanno saputo compiere il loro lavoro» ha spiegato Strauss-Kahn. Parole a cui si è aggiunto il commento dell'ex capo della Fed secondo il quale «la crisi sta per finire». Gli analisti hanno incrociato le dita.
A non soffrire nemmeno un pò in Borsa, nonostante l'ammissione nei giorni scorsi di aver una quota di investimenti nei prodotti derivati, è stata Unicredit Group, nel primo giorno di contrattazioni dopo la fusione diventata operativa ieri con Capitalia.
Alla fine Piazza Cordusio l'ha spuntata chiudendo in rialzo la prima seduta il gruppo romano è stato rimosso dai listini milanesi.
L'istituto guidato da Alessandro Profumo, dopo un esordio sottotono, ha portato a casa un guadagno dell'1,82% scambiata a 6,11 euro dopo aver toccato un massimo intraday di 6,13 euro. Sempre ieri il cda di Bipop Carire (controllata di UniCredit Group), ha nominato Rodolfo Ortolani amministratore delegato del gruppo.
Caso Mediobanca. Ieri familiari di Vincenzo Maranghi, ex ad di Mediobanca, si sono detti «profondamente sconcertati dall'attribuzione di parole e pensieri a una persona che non è più in grado di asseverare, nè di correggere, nè tantomeno di smentire queste affermazioni». È quanto affermato in una nota della famiglia dell'ex ad di Piazzetta Cuccia, che sembra fare riferimento alle parole di sabato scorso del presidente del Consiglio di Sorveglianza di Mediobanca, Cesare Geronzi: «Prima della sua morte Maranghi mi disse se volevo essere presidente di Mediobanca». I familiari di Maranghi hanno concluso sulla vicenda: «Poiché sarebbe molto facile per loro (i familiari ndr), naturali e vigili custodi della memoria del congiunto, intervenire, si augurano che episodi come questi non abbiano più ad accadere»
f.caleri@iltempo.it

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