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Bnl, giallo sul ricambio al vertice

Il ribaltone si inserirebbe nella strategia dell'alleanza con il Monte Paschi

Al centro del tam tam sono sempre le grandi manovre sul progetto di alleanza con il Monte dei Paschi di Siena. Ma ieri la vicenda si è arricchita di un giallo, ovvero l'ipotesi di un ricambio al vertice con l'uscita di scena dell'amministratore delegato Davide Croff e la promozione al suo posto di Mario Girotti, attuale direttore divisione Commercial Banking della banca. Un ribaltone in funzione delle strategie dell'istituto al cui interno da tempo si sta combattendo un braccio di ferro tra i soci di peso per appoggiare o meno un'alleanza con Monte Paschi.
L'istituto romano ha smentito in una nota qualsiasi cambiamento. Croff resta al suo posto, non sono previsti avvicendamenti al vertice. Insomma punto e a capo. Il risiko bancario è ancora tutto da giocare. Peraltro gli analisti sono convinti, come ha dimostrato l'andamento dei due titoli la scorsa settimana, che l'istituto senese tenterà un nuovo affondo per conquistare Bnl mentre il presidente Abete farà di tutto per difendere la sua strategia che è quella di una crescita «stand alone». Questa linea è sostenuta dal maggior socio della banca romana, il gruppo spagnolo del Banco Bilbao Vizcaya Argentaria che ha il 14,76% e da Diego Della Valle che entrando con il 4,6% ha fatto pendere la bilancia a favore di uno sviluppo senza alleanze. Il patron della Tod's non ha fatto mistero di essere contrario all'ipotesi di una integrazione con Rocca Salimbeni. Appena entrato nel capitale dell'istituto romano ha sottolineato che «la Bnl è una grandissima banca, con forti potenzialità di crescita. Non siamo entrati per uscire ma per rimanere. Non è una toccata e fuga, ma un'operazione industriale». Più chiaro di così.
Ma se Abete e Della Valle sono determinati a difendere la politica solitaria di Bnl, allo stesso modo il presidente di Monte Paschi Pier Luigi Fabrizi non intende rinunciare al suo progetto. Di recente ha ricordato come la banca sense fosse già pronta nel 2002 a fare un'integrazione importante poi sfumata per le incertezze del mercato e della legislazione sulle Fondazioni.
Il risiko bancario non riguarda solo Bnl e Mps. Capitalia è oggetto di un serrato pressing da parte della Regione Sicilia che ha annunciato l'interesse a partecipare al patto di sindacato. L'ente dopo l'integrazione del Banco di Sicilia, ha in mano il 3,34% del gruppo di Geronzi e intende avere un ruolo di maggior peso nel consiglio d'amministrazione. Per farlo però deve aumentare la sua quota.

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