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Muti mezz'ora di applausi a Tokio

Non escluse le sue dimissioni da direttore musicale della Scala


L'opera di Verdi ha avuto come interpreti Clifton Forbis nel ruolo di Otello, Andrea Rost nei panni di Desdemona e Leo Nucci in quelli di Iago. L'esecuzione ha avuto un successo ancora maggiore di quello tributato al pur applauditissimo «Macbeth»: interminabili ovazioni si sono levate alla fine di ogni atto, e anche il Principe ereditario Naruhito e la Principessa consorte Masako (nella foto con il maestro) non hanno esitato ad esprimere con entusiasmo il loro consenso.
Un successo che arriva a proposito in un periodo di tensioni per il maestro, direttore musicale della Scala: fra pochi giorni, cioè il prossimo 15 settembre, si terrà il consiglio di amministrazione del teatro in cui si deciderà sulle divergenze tra Muti e il sovrintendente Carlo Fontana, che potrebbe accettare la carica di vicepresidente. «Quando deciderò di parlare dei problemi della Scala userò il cannone e non la pistola» ha detto Muti interpellato sulla questione.
Senza usare giri di parole, il Muti, intervistato da un quotidiano, ha poi precisato: «Il futuro della musica classica è molto competitivo. La Scala deve occuparsi della cultura e dei problemi artistici confrontandosi non solo con Milano e con l'Italia. Deve fare i conti con istituzioni internazionali molto concorrenziali e capaci di una forte programmazione artistica e di agguerrite strategie».
Muti, facendo intendere che non esclude un gesto clamoroso, come quello di andarsene dalla Scala, ha poi aggiunto: «Siamo il più grande teatro del mondo. Dobbiamo dimostrarlo ogni giorno sul campo. La Scala ha il dovere di restare all'altezza del suo nome prestigioso».

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