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L'ALLESTIMENTO di «Sly» andato in scena al Teatro dell'Opera è quello apprezzabile realizzato nel 2001 ...

La regista Marta Domingo (moglie al celebre tenore) muove senza esagerazioni i personaggî del dramma sulla scena (realizzata da Michael Scott) e ne contempera recitazione e vocalità, secondo le esigenze e della partitura e dello spettacolo.
Sul podio è il giovane Renato Palumbo, che conosce il cimento del Wolf Ferrari per averlo altre volte diretto, traendone ora aromi elegiaci ora ineludibili ed assai frequenti incendî di pathos. L'Orchestra, che spesso copre le voci, lo segue duttile sí da cavarne un'accuratezza di timbri. Ma ciò che piú ha appagato l'elegante pubblico accorso alla «première» è stato il protagonista vocale, Placido Domingo, maestro di finezze ed esemplari comportamenti di fraseggio: con voce sovente vellutata piú dell'addome d'una vespa. Al suo fianco si lodi la soprano Elisabete Matos, in carne e in corde, magnanima d'affetti e d'effetti ugoleschi: soprano tosta siccome erano un tempo e si chiamavano - le migliori - «dive». Degni di figurare accosto, Alberto Mastromarino (un conte gagliardo) e Gianfranco Montresor (un sorvegliato John Plake).
Applausi festanti per tutti, e sovr'a tutti per il tenorissimo, che l'Associazione «Roma per il Teatro dell'Opera» ha festeggiato ancora nella notte melodiosa di Villa Visconti: in casa Chiariello.
E. Cav.

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