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L'ubiquità di Cirino Pomicino tra sacro e profano

Nel gioco delle trasmissioni in diretta e registrate, un personaggio può apparire contemporaneamente su due reti. È accaduto, martedì sera a Cirino Pomicino (nella foto) presente nel salotto di «Porta a porta» su Raiuno e nel programma «La grande notte», sulla seconda rete. Due contesti del tutto differenti. Bruno Vespa si occupava di miracoli ed apparizioni, con un contorno di personaggi noti. Tutti chiamati a testimoniare, tramite dubbi o certezze, la propria fede nel soprannaturale. Compreso Pomicino. Simona Ventura e Gene Gnocchi, sulla rete consorella, giocavano, come consuetudine settimanale, a distribuire improbabili Oscar ai protagonisti del mondo dello spettacolo, della politica e dell'attualità. Così, mentre su Raiuno, Pomicino si trovava accomunato, nella professione della propria religiosità, ad Antonio Di Pietro, dalla Ventura scherzava ed ironizzava, in un'atmosfera di leggerezza consona ad uno spettacolo comico. Il perverso gioco dello zapping evidenziava da una parte una discussione su tematiche religiose, dall'altra, un'atmosfera di goliardia nella quale, alla fine, si è scelta la "wonder Brass", ovvero la migliore interprete dei film di Tinto Brass, tra tutte le divette che il regista ha lanciato. Riuscire a sdoppiare un personaggio, proponendone, come un Giano bifronte, due diverse facce, è il vero miracolo al quale il piccolo schermo non ci ha ancora abituato. Un minimo di coordinamento dei palinsesti avrebbe potuto evitare l'accavallamento delle due trasmissioni. Ma Viale Mazzini, evangelicamente, la mano destra non sa mai quel che fa la sinistra.

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