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L'INTERCETTAZIONE

Torino, si dimette il capo di Gabinetto della Appendino: nei guai per un favore a un amico

Aveva chiesto la cancellazione di una multa

Torino, si dimette il capo di Gabinetto della Appendino: nei guai per un favore a un amico

La sindaca Chiara Appendino con il capo di Gabinetto Paolo Giordana

Si è dimesso Paolo Giordana, capo di gabinetto della sindaca di Torino, Chiara Appendino. Ancora guai per la amministrazione a 5 Stelle torinese. Al centro della vicenda una intercettazione telefonica, pubblicata da organi di stampa, nella quale Giordana avrebbe chiesto a Walter Ceresa, ad di Gtt, l’azienda di trasporto pubblico torinese, di togliere una multa a un amico. Intercettazione finita agli atti dell’inchiesta sul buco di bilancio di Gtt.


"Sono convinto della correttezza del mio operato e lo dimostrerò nelle sedi opportune - ha dichiarato Giordana in una nota -. Mi preme, più che ogni altra cosa, tutelare la Città di Torino e l’Amministrazione. Per questa ragione ho prontamente rassegnato le dimissioni nelle mani della Sindaca". La decisione di Giordana è arrivata dopo la pubblicazione del testo dell’intercettazione della telefonata. "Accetto le dimissioni di Paolo Giordana, sono umanamente dispiaciuta per la persona, lo ringrazio di aver messo al primo posto l’interesse della Città", ha dichiarato la sindaca Appendino, che resta senza il suo capo di Gabinetto, dopo sedici mesi di amministrazione pentastellata, che ha registrato il primo scossone con i fatti di piazza San Carlo. Una vicenda che ha visto i fari puntati anche su Giordana, al centro delle polemiche sulla gestione dell’organizzazione dell’evento della serata del 3 giugno. Fino al caso della società Ream, nell’ambito dell’indagine su Westinghouse e sul debito da 5 milioni verso la azienda, non inserito nel bilancio comunale. Una figura chiave quella di Giordana, che viene a mancare ora a Palazzo Civico, dove non sempre facilissima è stata la coabitazione col Movimento 5 Stelle.

E sul caso Giordana, esploso in queste ore, proprio il M5S di Torino appoggia la scelta della sindaca: "Auspichiamo che vi sia possibilità di fare massima chiarezza sulle vicende riportate che, qualora vengano verificate, rappresenterebbero quanto di più distante vi sia dai valori che ispirano l’azione politica del Movimento", fanno sapere i pentastellati. L’opposizione dem in Sala Rossa tuona attraverso la voce del capogruppo Pd in consiglio comunale di Torino, Stefano Lo Russo, che su fb scrive: "Una vicenda incredibile sulla pelle di Gtt, dei cittadini onesti e dei trasporti pubblici torinesi. Lunedì 30 chiederemo alla Sindaca Appendino di riferire in Consiglio Comunale".

Giordana prima della sua decisione di dimettersi per il caso della multa era stato sentito oggi dai pm torinesi per un’altra vicenda nel procedimento in cui è indagato per falso ideologico, con la sindaca Appendino e con l’assessore comunale Sergio Rolando, nell’ambito dell’indagine su Westinghouse e sul debito da 5 milioni verso la società Ream, non inserito nel bilancio comunale. Una vicenda che risale al 2012 quando Ream (partecipata di Fondazione Crt) acquisì il diritto di prelazione sulla zona di via Borsellino, di fronte al Palazzo di giustizia, versando al Comune di Torino una caparra di 5 milioni, somma che doveva essere restituita nel 2017. "Non ci sono state irregolarità sul caso Ream" per il mancato inserimento di quel debito nel bilancio comunale, ha spiegato ai pm Giordana assistito dall’avvocato Luigi Chiappero, il quale sul caso della multa che scuote in queste ore Palazzo Civico si è limitato a dire che si tratta di notizie giornalistiche di cui "non ci risulta nulla".

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