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LA LETTERA

La carezza del poliziotto della Diaz

Una carezza dalla Diaz

Caro direttore,
perdona il disturbo. Sono quel Vincenzo Canterini che guidava gli splendidi poliziotti del Settimo Nucleo ingiustamente crocifissi per i fatti di Genova, più esattamente per la storia della Diaz. Ho pagato, e sto pagando, il conto. Ma da allora poco è cambiato: ad ogni scontro con agitatori di professione e violenti il partito dell'antipolizia, sempre più numeroso e sempre più coccolato dai media, trova il modo di girare la frittata e far passare i cattivi per buoni. Con il risultato che, dei buoni veri, non si preoccupa più nessuno.

Certo, si dirà, parla Canterini, "quello della Diaz". E allora facciamo che smettiamo di parlare di me e parliamo di un altro poliziotto, che so per certo essere un poliziotto modello e che da ieri, grazie a una foto, è diventato l'esempio della polizia dal volto umano. La patente di agente non picchiatore gliel'ha rilasciata lo stesso partito dell'antipolizia, commosso per la foto-simbolo che lo ritrae mentre accarezza una signora extracomunitaria.

Lo sanno tutti a Roma chi è quel poliziotto perché da anni rischia la pelle in piazza come tanti suoi colleghi che con me erano a Genova, ed erano alla Diaz. Quel bravo poliziotto non ha cominciato ieri ad essere un modello perché bene, anzi benissimo, si comportò all'interno di quella scuola che venimmo improvvidamente chiamati a sgomberare. Non se ne può fare il nome né il nomignolo perché chi ha visto la morte in faccia a Genova, come noi del Settimo, da quel giorno del 2001 non ha più un'identità.

Perdonami, caro direttore, dello sfogo. Ma davvero non se ne può più di questo perbenismo e della mistificazione della verità. La polizia è sana, lo è sempre stata e la gente lo sa. Non esiste un' altra verità, non esistono poliziotti buoni e cattivi. Portare rispetto a chi indossa una divisa è un dovere di tutti.

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Commenti

  • 10:10, 27 Agosto 2017

    Quando diventeremo un paese responsabile?

    Diventare responsabili significa anche saper riconoscere colpe e demeriti, che sono sempre presenti in ogni operato umano al pari di meriti ed egoismi. Caro signor poliziotto, l'operato di chi è entrato alla Diaz è già stato oggetto di indagini e sentenze, non accettarne le conseguenze significa non rispettare l'operato delle forze di polizia e degli organi di giustizia. Ma nella drammatica situazione politica dell'Italia di oggi, ogni retorica va sempre bene por di non occuparsi di problemi sui quali rischiare veramente la faccia, dalle banche ai disoccupati, dai terremotati agli immigrati.. E allora vai con l'elogio delle forze pubbliche, magari col canzone del Piave in sottofondo..

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  • Vittorio

    Giovine

    13:01, 26 Agosto 2017

    Viva la Polizia

    Ha ragione lo splendido poliziotto Canterini. La Polizia è sana. I malati, gravi, stanno dall'altra parte. Dalla parte del Governo, della stampa. della Tv, dei buonisti, dei ruffiani, dei leoncavallini.. Tutta brutta roba di sinistra.

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