Il film del regista Sergei Loznita da filmati girati tra 1970 e il 1973
La vera URSS in "Imperium", il regista: assurdo pensare di ricrearlo
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Venezia, 7 set. (askanews) - E' un viaggio nell'ex Unione Sovietica "Imperium", il film del regista ucraino Sergei Loznita presentato fuori concorso all'83esima Mostra del Cinema di Venezia. Un lungo affresco realizzato con i filmati girati tra il 1970 e il 1973 da un gruppo di cineasti italiani che erano partiti da Mosca e poi avevano raccolto materiale dall'Oceano Artico ai Carpazi, nel deserto del Karakum in Turkmenistan, nelle repubbliche caucasiche di Georgia, Armenia, Azerbaigian, Uzbekistan, Tagikistan.
"Imperium" è soprattutto un film sulle persone, sui volti, sulla quotidianità di uomini e donne che facevano parte di un vastissimo impero, con lingue, lineamenti, abitudini, tradizioni, molto diverse ma sicuramente accomunati da una grande capacità di resistenza e da un certo orgoglio. "In Unione Sovietica il 95% delle produzioni lavorava per la propaganda, non avevamo una immagine reale del Paese, questi filmati invece mi hanno permesso di vedere veramente il Paese in cui ho vissuto da bambino" ha affermato Loznita.
A proposito delle ambizioni attuali del Presidente russo Putin e del sogno di creare un nuovo impero il regista ha detto: "Ho fatto un film che dimostra che questa specie di impero non aveva futuro e tutto ciò dovrebbe essere molto chiaro a chi governa oggi la Russia. Siamo in un altro mondo, con un'altra civiltà che non può sicuramente sottostare a metodi arcaici. Non può funzionare".